martedì 14 gennaio 2014

La fortuna dei Wise


La fortuna dei Wise
Stuart Nadler
Bollati Boringhieri
PP.359
2013
di Stuart Nadler
 
1947. La fortuna cade letteralmente dal cielo per Arthur Wise, piccolo avvocato ebreo di provincia, sotto forma di un aereo della Boston Airways che precipita nel mare del New England: Wise dà il via a una class action vittoriosa che farà di lui il terrore delle compagnie aeree di linea, e un uomo ricchissimo. Compera una magnifica tenuta a Cape Cod, con due case, una per sé, la moglie e il figlio Hilly, l'altra per l'amico e socio Robert Ashley. Con la proprietà arriva anche l'houseboy nero dei precedenti abitanti, Lem Dawson, che viene incaricato di fare la spola con messaggi e documenti tra le due case e i due soci. L'adolescente Hilly si innamora della nipote di Lem, la bellissima Savannah, e l'innocente relazione tra i due ragazzi darà il via a una serie di eventi imprevedibili quanto drammatici. A poche pagine dall'inizio, Stuart Nadler ha già introdotto nella sua storia i temi classici della letteratura americana di sempre: la fortuna improvvisa, le cause legali collettive, l'amicizia maschile, l'amore interrazziale, l'impulsività giovanile, la vendetta, i contrasti tra padre e figlio, la prepotenza del denaro, perfino il baseball... Cinquant'anni dopo ritroviamo tutti a Cape Cod: Hilly è vedovo e ha quattro figlie, Savannah ha un marito e un figlio adottivo, Arthur Wise è stanco e malato, e tutti i personaggi stanno ancora cercando di farsi una ragione di quello che era accaduto nello stesso posto tanti anni prima.

Sono felice che sia proprio questa la prima recensione del nuovo anno! Partiamo alla grande!
Fiera della mia scelta...non sempre è così! I libri da leggere si scelgono per mille motivi, e altri si lasciano li, in attesa...di cosa? Chissà...che venga il momento giusto, forse. Ma giusto per cosa?
Allora mi capita di lasciare che siano i libri a scegliere me e con "La fortuna dei Wise" è successo proprio così!
In libreria mi capitava costantemente tra le mani, anche on-line, durante le mie scorribande, vi incappavo sempre: recensioni, commenti, citazioni...
Insomma, ai consigli di Dicembre delle Librette, un appuntamento organizzato dalla Biblioteca Loria di Carpi con lo scopo di dare consigli di lettura, eccolo apparire di nuovo!
Mi aveva scelto!
Il nostro rapporto non è stato subito dolce: ho iniziato a leggerlo prima ancora che il mio aereo per New York decollasse da Londra, ed ecco la prima riga del primo capitolo "Nella primavera del 1947, quando avevo dodici anni, un aereo passeggeri si schiantò vicino a Naraganset Bay".
Panico. Continuo o chiudo?
Volevo assolutamente passare le otto ore circa che mi aspettavano in compagnia di questo giovane autore americano.
E' solo un romanzo, mi ripetevo, non impressionarti!
Mi crederete pazza...ma vi è mai successo?! Poi non era finita li...l'incidente aereo lungamente descritto.  Sono andata avanti, pagina dopo pagina...il mio volo è stato tranquillo, e io, arrivata a destinazione, ero già follemente innamorata della storia che stavo leggendo, e che giungeva al termine.
Un incidente aereo, un uomo qualunque diventa qualcuno, un figlio diverso da lui, una madre che si chiama fuori da tutto, un custode che ama dipingere, e una bellissima donna di colore.
Una storia che dura oltre cinquant'anni. I personaggi crescono, cambiano, maturano...ma un evento molto misterioso li unisce. Hilly, il giovane Wise,  si porterà dietro questo fatto per tutta la vita, sentendosi talvolta in colpa, talvolta vittima a sua volta, di un padre che si è arricchito, non solo in denaro, quanto in arroganza, potere, superbia.  
Stuart Nadler ci presenta l' America degli anni '50, con la sua energia nuova, la forte pulsione verso i cambiamenti, e le lotte contro le oppressioni sociali. Nascosta dietro ad una maschera di mondo aperto alle diversità, la famiglia Wise vive ancora arroccata dietro alle distinzioni di razza.
La storia di una famiglia che sa cos'è la povertà, ma che ha conosciuto il riscatto e si prende la sua rivincita. La scalata sociale è rapida e stordisce, tutti, senza distinzione.
Saranno proprio i soldi, questa montagna di soldi, guadagnati dimenticandosi del bene delle persone, che convincerà il sig. Wise di poter comprare tutti, di poter scegliere per la sua famiglia, e soprattutto per il figlio, che vivrà costantemente tormentato da questo "amore-odio" verso quel padre, chiacchierato e discusso, la cui fama lo precede ovunque.

Stuart Nadler
Un romanzo denso, vivo: entriamo fisicamente nella bellissima villa di Cape Cod, osserviamo il sig. Wise combattere le proprie battaglie legali assieme a  Robert, il suo fedele collega di una vita, vediamo la giovane moglie, annoiata da queste ricchezze, rimanere sullo sfondo.                                                    E incontriamo il giovane Hilly, che si barcamena con la sua vita, tra il rispetto per il padre che viene progressivamente meno, e la curiosità per la vita, per le persone, che  almeno lui non distingue per il colore della pelle.E saranno proprio quella pelle, scura come la notte, e quegli occhi che brillano come le stelle, a diventare il tormento e la ricerca della sua intera vita.
Il romanzo di un cognome, Wise, che tormenta il giovane Hilly, quel cognome rimanda costantemente al padre, il famoso avvocato che ha battuto grandi compagnie aeree, che si è arricchito, che è amato e temuto. Quel "Wise", che pretende di essere saggio, ma le sue scelte sono andate in un'altra direzione. Devo ammettere che questo paradosso, tra nome e opere, mi ha molto affascinato durante l'intera lettura.
Eventi di vita e di morte, fatti misteriosi e mai spiegati, rapporti tra genitori e figli confusi e sbagliati, rapporti d'amore ostacolati, vietati,  e segreti che ognuno si porta dietro, e che il lettore fa propri, portandosi appresso anche a fine lettura, il peso di queste vite, la loro intensità, e infine l'immensità di un segreto che, quando è svelato, può finalmente dare senso ai dolori di una vita intera.
Accattivante, misterioso, vero: un romanzo che non si dimentica.
 
ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO




domenica 15 dicembre 2013

Metti una sera a cena...con Luca Bianchini!


...fotocronaca di un evento!

QUANDO? Venerdì 13 Dicembre 2013
A CHE ORA? 18,30
DOVE? Libreria Mondadori Carpi
CON CHI...???
...l'appassionato, ironico, allegro, comunicativo...LUCA BIANCHINI!!
 
La serata era fredda, ma non c'era la nebbia. Si, la nebbia...che tanto preoccupa gli abitanti di questo paese,  e li inchioda in casa, davanti alla televisione. Ma venerdì la notta era serena...freddissima!
La piazza di Carpi non era poi così vuota...non c'era un parcheggio neanche a pagarlo a peso d'oro! Camminando verso la libreria Mondadori una certa emozione sentivo lentamente salire dallo stomaco alla gola...perché?
Andavo  a presentare Luca Bianchini !!
Dopo un lungo tour di presentazioni per Io che amo solo te, uscito il 30 Aprile, ora Luca è di nuovo protagonista di mille incontri in tantissime librerie d' Italia e all'estero per il sequel, divertentissimo...La cena di Natale di "Io che amo solo te"!
E che cena di Natale!!!
Insomma...è impegnatissimo, lo invitano ovunque, ma ha trovato il tempo per fermarsi a Carpi a salutare i suoi lettori.
La libreria era aperta a tutti, un normale e movimentato venerdì prima delle feste!
Gli amici de La cena di Natale erano pochi ma carichissimi! Persone felici di esserci, e di ascoltare un autore che amano, che seguono, e che davanti ai suoi lettori non si risparmia...anzi!
La sua innata simpatia è coinvolgente, contagiosa...mi bastava solo dargli il "la" e Luca attaccava con aneddoti, battute, racconti che spaziavano dalle sue cene di Natale in famiglia, alle avventure nella bellissima Puglia.
E vi assicuro...ascoltare un autore che ci racconta qualcosa in più dei suoi personaggi è davvero curioso, ed emozionante...
Dopo chiacchiere, domande e risate Luca ha firmato le copie del libro per poi brindare tutti insieme a lui e al Natale, attorno alla tavola imbandita per noi dai bravissimi librai della Mondadori di Carpi: Elena, Marco, Chiara.
Poi mille foto...senza mai dimenticare il bellissimo panettone fatto apposta per Luca, decorato con tutti i ricordi della cena di Natale di don Mimì e Ninella!
Grazie a Luca...ci ha fatto ridere, sognare, emozionare, e sperare in un nuovo romanzo presto in narrivo! Al momento restiamo in attesa del film di "Io che amo solo te", diretto da Marco Ponti!
Che belle queste occasioni... incontrare l'autore dei romanzi che abbiamo amato è davvero un'esperienza da provare!
Era presente anche Vittoria Melchioni, bravissima e bellissima giornalista della Gazzetta di Modena, che qui, nella mia umile casetta sul web, voglio ringraziare per la sua presenza e per l'entusiasmo che ha dimostrato.
Sono certa che anche con il suo aiuto, e con la professionalità offerta dai ragazzi della Mondadori, riusciremo a diffondere sempre più questi importanti eventi culturali, che promuovono la lettura come esperienza da riscoprire!
Vi lascio con alcuni scatti dell'evento...
...dimenticavo...io ero troppo felice!
 
Love!!!
Amici de La cena di Natale

...carica per La cena di Natale!!

 
Luca, amiche e il panettone!!!
Vittoria e Luca

Il panettone de La cena di Natale!!
 
 
 
 
 

venerdì 6 dicembre 2013

Una sera a Parigi



di Nicolas Barreau

In Rue de Mazarine c'è un piccolo cinema. E' un cinema d'Essai, di quelli che non sarebbero mai sopravvissuti all'incombere dei moderni multisala, se non fosse stato per qualche pazzo amante dei vecchi film.
Perché, come tutti pensano, oggi giorno ci vuole giusto un pazzo per lasciare un lavoro ben retribuito e rilevare un vecchio cinema malandato.
Il Cinéma Paradis, nel cuore di Saint Germain Des Pres è un luogo magico. Da quando Alain Bonnard lo ha  riaperto, ereditandolo dallo zio, questo posto incantato ha  ritrovato il suo vecchio splendore, il fascino d'un tempo: le poltrone sono le stesse da sempre, i film si proiettano ancora con le bobine tradizionali e, sopra ogni altra cosa, non si vendono pop corn!
Insomma il Cinéma Paradis regala sogni.
Anche il giovane Bonnard ne ha uno: il suo sogno ha scintillanti occhi scuri, un delicato viso a forma di cuore, capelli color caramello, e indossa spesso un cappotto rosso dal taglio un po' antiquato. Frequenta il secondo spettacolo del Mercoledì, ama la rassegna dedicata a vecchi film d'amore...Alain non poteva avere sogno più bello!
Quando la vita sembra finalmente girare per il verso giusto sia per Alain, che per il Cinéma Paradis, riportato alle luci della ribalta da un famoso regista americano, la donna col cappotto rosso sparisce.
In una Parigi più splendente che mai, tra la Rive Gauche e la Rive Droite, ponti storici, vecchi palazzi eleganti, negozi d'antiquariato e brasserie, come spettatori emozionati davanti a un vecchio film francese, seguiamo le vicende di un uomo innamorato e il suo destino...Alain Bonnard non si da pace: cosa se ne fa di un vecchio e romantico cinema se non ha la donna che ama?

Sapete cosa vi dico? Non mi interessa affatto che Nicolas Barreau esista davvero o sia solamente una strategia commerciale di una casa editrice tedesca, come dicono in molti.
La verità è che io questo romanzo lo aspettavo! E quando è uscito avevo diverse recensioni da fare, presentazioni da condurre...insomma, ero impegnata. Allora l'ho messo in fila, con rammarico.
Poi è arrivato il suo momento...e mi è piaciuto! Esattamente come i precedenti!
E' uno di quei generi di romanzo che devono, per forza, essere scritti...perché ci servono!
Qualcuno li giudica, li critica...vengono definiti come leggeri, melensi, senza contenuti...mi oppongo!
E' vero, si potrebbe rischiare di fare una brutta indigestione con questi romanzi, abusarne sarebbe letale...ma uno ogni tanto male non fa!
Poi il nostro fantomatico Barreau ci fa vivere Parigi esattamente come vorremmo: ci guida per i quartieri della sua città (perché è parigino, vero?), mostrandoci vicoli, palazzi, negozi eleganti, angoli storici, scorci di vedute indimenticabili della Ville Lumiere.
Pochi mesi fa ero a Parigi, alloggiavo in Rue Guenegaud, una laterale di Rue Mazarine, a pochi passi dalla Senna e dal Pont Neuf.
Ho seguito Alain Bonnard, e il suo peregrinare per le strade di Saint Germain, con attenzione, con l'entusiasmo di chi ama quella città e non aspetta altro che tornarci. Ora più che mai vorrei camminare di nuovo in Rue Jacob, e in Rue  de Buci dove ero solita fermarmi a fare colazione in una bellissima brasserie.
Insomma, un romanzo che suscita una forte emozione, che permette ai ricordi di riaffiorare vividi, che stimola progetti e alimenti i desideri...a mio parere è un romanzo vincente.
Ok, non tratta temi sociali, non lancia messaggi di solidarietà, non spaventa, non tiene col fiato sospeso, non ti incolla alle pagine, riesci anche a chiuderlo con serenità per continuare più tardi la lettura. Ma vi assicuro, merita d'essere letto. E anche di essere regalato, consigliato.
Con questo romanzo Nicolas Barreau non si fa mancare nulla: cosa può esserci di più romantico di un vecchio cinema d'essai, posto proprio in uno dei più antichi e "intensi" quartieri della città dell'amore? Il tutto accompagnato da attese, fraintendimenti, donne belle e famose, un protagonista giovane, timido e sognatore, un migliore amico bello e dongiovanni, vecchi film, café au lait e un cappotto rosso assolutamente vintage...un cocktail perfetto!
E' il periodo giusto: volete regale un libro ad un'amica che ama film francesi, oppure ad un amico un po' romantico, sognatore, e non sapete quale? Bhe, l'avete trovato!
Come dite? Non ho raccontato niente della storia? Non ce n'è bisogno, sono sicura che quella vi piacerà! Ora non ho tempo...la lista di film proposti dal Cinéma Paradis è lunga, corro a vedere il primo!
 
"Una sera a Parigi", il nuovo romanzo di Nicolas Barreau (o chi per lui!)...
...ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO PER NATALE da...a cup of books! Un libro all'ora del tè...