giovedì 18 luglio 2013

Il metodo della bomba atomica


TITOLO: Il metodo della bomba atomica
AUTORE: Noemi Cuffia
EDITORE: LiberAria
PAGG. 145
 
di Noemi Cuffia

"- C'è una BOMBA, c'è una BOMBA! una BOMBA ATOMICA!
- Ma sei pazzo?
- Una BOMBA. ATOMICA.
- Mi hai spaventata.
- C'è la BOMBA ATOMICA. Ed è qui, in salotto. SULLA TUA TESTA.
- Basta. Adesso ho paura.
- BOMBA. ATOMICA.
- Ho paura.
- Era quello che volevo"
Celeste e Leone sono una coppia. Da sempre. Dall'inizio. Dal giorno in cui un uomo e una donna capiscono di aver bisogno di un altro per essere completi. Ancora bambini stringono inconsciamente il patto di prendersi per sempre cura l'uno dell'altra. Leone è fedele. Celeste è fragile. La vita l'ha ferita, la madre non c'è più. Le paure albergano nel suo cuore, la confusione, le domande, i dubbi.
Solo i suoi fiori le danno energia, quella forza che cerca toccando le loro foglie, i petali, respirandone il profumo. Flowerblogger tachicardica; la sua vita, i suoi pensieri, i suoi sentimenti, viaggiano al ritmo del suo cuore, che lei non riesce a domare, a costringere.
Tutto ha un senso; quello che Celeste è ora, ha profonde radici nel suo recente passato che, durante una quotidiana corsa al parco della Pellerina di Torino, "torna a galla".
Un passato di segreti, bugie...un passato doloroso, fatto di complicità e di sensi di colpa. E di amore. Un amore che fa male, un amore che ha un nome, un amore che l'ha portata a centocinquanta battiti al minuto con un solo sguardo.
Un amore che distrugge.
Ma c'è ancora una possibilità. Leone lo sa.

venerdì 12 luglio 2013

Il matto affogato

Una nuova inchiesta di Max Gilardi a Napoli

 
Titolo: IL MATTO AFFOGATO
Autore: ELDA LANZA
Editore: SALANI
PAGG. 412
"Questa era Napoli, la sua città".
Massimo Gilardi, se l'è sempre portata dietro la sua città, anche quando era commissario di polizia a Trissera.
Torna a casa, nella casa del padre, uno dei più noti avvocati di Napoli in pensione. La casa della sua infanzia, quella dei ricordi della madre, che ormai non c'è più, così come la sua amata Natj.
Cosa porta Max Gilardi a tornare a Napoli? La voglia di ricominciare...? Forse solamente il desiderio di dimenticare il suo recente passato. Lasciata la polizia inizia a fare ciò per cui ha tanto studiato, e ciò che rende così orgoglioso suo padre: l'avvocato.
Quasi come fossero proprio li ad aspettarlo, due casi assolutamente contorti, drammatici, e inaspettatamente collegati, gli si presentano. Con maestria e perspicacia,  Max Gilardi si distinguerà per il suo intuito, la sua sensibilità...e la sua prestanza! Colpevoli, innocenti, procuratori, avvocatesse...tutte vittime del fascino del bel avvocato che viene da nord.
Una Napoli stupenda, viva, ma anche una Napoli corrotta, una città da conoscere e da cui guardarsi. Max Gilardi la conosce davvero? Tra casi irrisolti e presunti suicidi,  buoni consigli e partite a scacchi, vecchi amici, nuovi amori e dolorosi ricordi, inizia la rinascita dell'avvocato Gilardi...e sarà proprio una serata davanti a quegli scacchi a dargli la giusta prospettiva per guardare la sua ritrovata realtà!



sabato 29 giugno 2013

Legally Blog! #2

Il 18 Giugno 2013, nella splendida cornice di Piazza Garibaldi a Carpi, Pippo Giordano è stato l'ospite della IV puntata di "Ne vale la pena", una serie di incontri con gli autori, con cui si è affrontato il tema della legalità.
 
Pippo Giordano è autore del libro " Il Sopravvissuto", edito da Castelvecchi (collana RX).
 
L'intervista, condotta da Pierluigi Senatore, è stata molto interessante e si è mantenuto sempre un tono informale, è stata una bella conversazione...una chiacchierata tra amici. Questo è lo stile di Pippo Giordano: un uomo diretto, spontaneo, semplice, ma con un importante passato da condividere, da raccontare.
 
Giuseppe Giordano si definisce un MANOVALE DEL DIRITTO: ispettore della DIA di Palermo al tempo delle stragi di mafia, in questo caso Cosa Nostra, a fine anni '80, inizio anni '90.
 
Perché "sopravvissuto"? Questa è stata la prima domanda di Pierluigi Senatore e Pippo Giordano risponde: "Siamo in tanti ad essere sopravvissuti, per quanto riguarda la mia persona mi reputo tale perché per un paio di volte C0sa Nostra ha tentato di mettere fine alla mia vita e per una serie di circostanze a me fortunose, sono qui questa sera con voi.
La convenienza di combattere la mafia...?Non è questione di convenienza, noi non facevamo una scelta di convenienza, noi abbiamo fatto una scelta di vita, una scelta di dare un significato alla polizia di stato, alle indagini, ma soprattutto il nostro sogno era di avere una Sicilia, una Palermo, un' Italia intera, senza condizionamenti mafiosi".
 
Le risposte di Pippo Giordano hanno tutte un sapore di verità, di fede e coerenza a quello che ha fatto, e che oggi ha voglia di  raccontare affinché le battaglie e/o la morte di molti suoi colleghi, non siano state vane.
Mi riferisco a Falcone, Borsellino, Cassarà, Chinnici, Dalla Chiesa...e tanti altri da lui nominati e ricordati, con cui condivide e condivideva un unico valore: l'amore per la verità, per un'Italia libera dalle mafie, per una Sicilia di veri uomini d'onore.

Mi ha colpito parecchio la risposta di Pippo Giordano alla domanda "...vedendo morire tanti tuoi colleghi, ti sei mai chiesto se davvero ne valeva la pena?"
Pippo Giordano risponde "[...] lo sapevamo che forse uscendo di casa la mattina era l'ultima volta che davi un bacio ai tuoi ragazzi, che davi un bacio a tua moglie [...]
Ne valeva la pena sì...perché qualcuno deve pur lavorare, qualcuno deve dare delle risposte alla società...ne parlavo spesso con Cassarà. Per inciso, Cassarà era il mio dirigente alla squadra mobile di Palermo.
Ne valeva la pena....Per assurdo ogni volta che moriva uno di noi eravamo più forti di prima, ci sentivamo più motivati, più determinati, a portare avanti il nostro lavoro. E lo facevamo con dedizione senza guardare al tempo, alle ore [...] Ne valeva la pena si...e se tornassi indietro lo rifarei ancora, non perché io sia un eroe, ma per quei miei colleghi che mi hanno lasciato".

Con Pierluigi Senatore l'ospite Pippo Giordano ha affrontato tantissimi temi, importanti e interessanti. Ci si è chiesti che lotta alla mafia sta facendo adesso lo stato, si è parlato del rapporto della DIA e di Pippo Giordano stesso coi pentiti, di cui spesso si occupava. Si è parlato di tutte le voci e le indiscrezioni che girano attorno alla morte di Borsellino, dell'agenda rossa, dello scottante tema della trattativa stato-mafia e di come e quanto è cambiata la mafia, e in particolare Cosa Nostra negli anni.
Insomma...un'intervista da ricordare. Parole che cambiano chi le ascolta.
Vorrei chiudere ricordando di cosa si occupa ora Pippo Giordano: passa il suo tempo incontrando studenti, professori, associazioni...parla, racconta, scrive...porta avanti la sua guerra alla mafia non più con le pistole, ma con le parole e i ricordi.
La memoria viva, si...  quella che fa tesoro del passato e si strumento di lotta, è l'arma più forte.

Lottiamo insieme a Pippo Giordano: parliamo, raccontiamo, leggiamo le testimonianze, ricordiamo la fede nella Costituzione che avevano tante vittime della mafia, quella fede che non li ha fermati...mai...nemmeno davanti ai rischi più evidenti.
Le loro voci continuano a chiedere giustizia, per molti uomini e donne che il silenzio della paura ha dimenticato, uomini e donne vittime di mafia.
"Il Sopravvissuto" di Pippo Giordano.
Un libro intenso, vero. Una testimonianza di chi ha visto, chi ha lottato in prima linea.
Assolutamente da non perdere.

Grazie a Pippo Giordano, e grazie al Comune di Carpi...che queste testimonianze non vengano mai a mancare.