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martedì 14 maggio 2013

Ragazzo da parete ( Noi siamo infinito)

di Stephen Chbosky

TITOLO: Ragazzo da parete
AUTORE: Stephen Chbosky
TITOLO ORIGINALE: The Perks of Being
 a Wallflower
TRADUZIONE: Chiara Brovelli
ED. FRASSINELLI - Collana Strade
1° ed. originale: 1999
1° ed. italiana: 2006
 € 16,00
pag. 271


Charlie è un ragazzo speciale.
Ha quindici anni. Papà e mamma che gli vogliono bene, un fratello nella squadra di football della Penn State, una sorella che presto partirà per il College.
Charlie aveva una zia, Helen, la persona che amava di più al mondo.
Prima superiore. I volti che incontra sono sconosciuti, i luoghi diversi. Charlie è solo.
Soltanto i libri consigliati da Bill, il professore di inglese avanzato, riusciranno a fargli compagnia, fino a quando Charlie conoscerà Sam, ragazza di cui si innamora forse per la prima volta,  e Patrick, fratellastro gay di Sam, che lo inizierà alle feste e a una vita vissuta in prima persona.
Charlie è un mondo, un' intelligenza superiore alla media, incapace di vivere la propria vita, ma attento e disponibile a quella degli altri.
Che cosa si cela nelle lettere di Charlie al suo anonimo interlocutore ? Da dove vengono quei pianti disperati che nemmeno volendo riesce a fermare? E a cosa servono tutte quelle sedute dallo psichiatra, che gli fa sempre le stesse domande?
...poco importa...perchè finalmente, tra amori e delusioni, amicizia vera e ricordi dolorosi che lentamente emergono,  Charlie comprende la cosa più importante:...solo il bene delle persone che ti stanno intorno può farti sentire infinito.
Ancora una volta è la scrittura che dipana le ombre dell'esistenza, un dialogo epistolare rivelatore del percorso interiore e vissuto di un adolescente speciale.
"Ho soltanto bisogno di sapere che là fuori c’è qualcuno che ascolta e che capisce, e non cerca di portarsi a letto le persone, anche se potrebbe. Ho bisogno di sapere che esiste gente così.
E credo che tu, più di tutti gli altri, riuscirai a comprendere. Perché sei vivo e apprezzi la vita. Almeno, lo spero, perché le persone fanno affidamento sulla tua forza e sulla tua amicizia. Tutto qui. Almeno, è quello che ho sentito.

OK, questa è la mia vita. E desidero che tu sappia che sono felice e triste al tempo stesso, e che sto ancora cercando di capire come ciò sia possibile"



martedì 30 aprile 2013

Fai bei sogni

di Massimo Gramellini

 Booktrailer

 
Per Massimo, come per tutti, gli anni passano. I ricordi, le persone, i sentimenti, le cose...si accumulano, lo circondano, lo seguono, gli passano davanti.
E lui è li...attore e spettatore di una vita che stenta a prendere il volo. Cosa lo assilla...? Cosa lo tormenta...?
 
 Una madre morta quando era bambino,  la sua mamma, bionda, dai capelli profumati, i gesti gentili, la risata allegra.
E' da quello stesso giorno che Massimo inizia a crescere: gli amici, la libertà, gli amori, lo studio, i successi lavorativi, ma anche le delusioni, le sconfitte, le paure, gli incubi, il buio.
Qualcosa non torna...c'è qualcosa che si è radicato li, nel suo cuore, una radice, profonda e forte, che lo tiene ancorato, fermo al suolo, e che fa male.
E così è impossibile vivere.
Quello che manca è la verità. Una verità che Massimo non conosce, ma che con prepotenza chiede di essere vista, accolta, svelata.
La verità sulla sua vita, sul suo passato...su quella morte che ha sentito addosso in tutti quegli anni, una morte mai accettata del tutto, una morte ingiusta, così come la sua condizione di orfano...orfano non solo di madre, orfano di verità, di pace, orfano di sé.
Ma il momento di aprire gli occhi è arrivato...Spetta solo a lui trovare la forza di alzare lo sguardo una volta per tutte, strappare quelle radici, e fare del passato un solido gradino su cui porre le basi per un futuro che porta solo il suo nome.

TITOLO: Fai bei sogni
AUTORE: Massimo Gramellini
EDITORE: LONGANESI
PAGG. 223
Devo ammettere che i "casi editoriali" mi sono sempre piaciuti. Spesso mi trovo nella situazione di non poter fare a meno di acquistarli e leggerli. Chissà perchè poi...non è che mi fidi sempre della pubblicità, o dell'opinione comune, forse solo perchè soffro della sindrome dello stay tuned, ritornello che echeggia come un mantra su tutti i post di ogni social network e non solo.
...insomma devo leggerli, questi libri cotanto osannati, o chiacchierati...ne parlano troppo, penso, devo sapere il perche!
 
Questa volta è andata diversamente.

venerdì 12 aprile 2013

Quattro etti d'amore, grazie

di Chiara Gamberale

Erica, giovane moglie, impiegata in banca, un' ottima cuoca, una madre attenta, appassionata di serie televisive, una vita regolare...fin troppo; Tea, attrice della serie TV più in voga del momento, bellissima, sposata per "gioco" e...insoddisfatta.
Una sola cosa le accomuna:  fanno la spesa nello stesso supermercato.
Cosa avrà di così interessante quello che comprano, che puntualmente spiano a vicenda? In quei carrelli c'è tutta la loro vita. Tra farina, biscotti, bottiglie di birra e lasagne surgelate, si concentrano le loro giornate, i loro pensieri, le lacrime, i sogni, i progetti.
Tea ed Erica  si studiano, da lontano,e iniziano a conoscersi, senza mai neppure salutarsi, entrando l'una nei pensieri dell'altra.
Erica esce dal seminato. Un drammatico evento la scuote, e lei trova riparo nei social network, dove scopre che la vita, fuori dalla sua cucina, va avanti, il passato riemerge, e lei rinizia a sentirsi viva.
Tea si rende conto che col suo Peter Pan non è più felice...lo è mai stata? E inconsciamente capisce di essere volata via dall' Isola Che Non C'é...probabilmente trascinata dal fascino della spesa di Erica...la signora Cunnigham.
Un'altalena in costate movimento, due vite a confronto.
Due donne diverse, due vite diverse, ma un solo desiderio: rifiutare una vita "sottovuoto", sconfiggere le proprie psicosi, alzare la voce e riappropriarsi di se stesse...dalla testa al cuore!


TITOLO: Quattro etti d'amore, grazie
AUTORE: Chiara Gamberale
AUTORE: MONDADORI
PAGG. 239
Due storie...anzi una, si una sola. Perchè forse in ogni donna esistono sia Tea che Erica.
Oppure no...qualcuna si sente più come Tea, altre si sentono Erica.
E io? Non lo so...o forse non lo voglio dire!
Chissà se mai i miei complimenti arriveranno a Chiara Gamberale, che, ammetto, conoscevo solo come conduttrice radiofonica e non come scrittrice. 
Grazie per questa storia! Perchè, ne sono certa, in quel supermercato ci siamo tutte noi, le donne...
Un' ambientazione insolita, che ho amato molto.
Lo immagino quel supermercato, dalla descrizione deve essere molto grazioso...ne esistono?? Chissà...
Tutto parte da li, e sistematicamente è li che tutto ritorna, tra quegli scaffali, i freezer dei surgelati, e la fila alla cassa.
Non vi so dire quale delle due donne mi abbia attratto di più, quale delle due vite mi abbia tenuta più incollata al libro.
Si, un'altalena in costante movimento...si passa da una storia all'altra, col breve intervallo di una lista della spesa, e subito succede qualcosa, un fatto, un pensiero nuovo, una riflessione che merita di essere sottolineata, o una pagina che si guadagna una piega, per non essere persa (ahimé, lo ammetto...io sono una di quelle che fanno le orecchie alle pagine...e quante!!)
Quattro etti d'amore, grazie...forse avremmo tutte voglia di chiederli, non trovate?
E Tea ha il coraggio di chiederli...nel suo delirio, si, nella sua sofferenza, quando è all'apice del dolore, su quella spiaggia...ma forse è proprio nei momenti di maggiore sofferenza che diciamo la verità e che chiediamo ciò di cui realmente abbiamo bisogno, senza vergogna e senza preoccuparci delle conseguenze delle nostre domande, e abbiamo il coraggio anche di implorare, di pregare...
E qualcosa succede, si succede sempre, nel bene o nel male.
Quanti personaggi appaiono, e scompaiono, in queste pagine...e ognuno di loro è importante, lascia un segno, un solco, nella testa e nel cuore delle nostre protagoniste.
Perchè...non ricordate quanto sia profetica Rachele, la bizzarra collega di Erica, come lei vittima della rapina in banca?!?  E' coraggiosa, ha capito che forse quello potrebbe essere l'ultimo e unico momento per dire la verità su se stessa, e lo fa! Si, è vero...poi sparisce, perchè non siamo poi così forti per farci carico di quello che diciamo in preda alle emozioni, non è vero??
Ma si, lo è, ci credo...è in qualche modo profetica ..." Ma tu ci pensi Erica a tutte le esistenze che potrebbero farci felici, se non fossimo sempre alle prese con la nostra?"...forse sta tutto qua il problema! E questa frase mi ronza in testa, si ripropone, chiede una risposta, obbliga a una riflessione....prima o poi ci arriverò.
Si potrebbe parlare per ore, scrivere tanto su Riccardo, Michele, Gu e Viola, Fabiano ed Enrico, Anthony, Nena e gli altri...si tutti gli altri che girano attorno a Tea ed Erica e che, come dice Tea, hanno tutti ragione e tutti torto sulla vita.
E grazie, cara la nostra autrice, perchè rendersi conto di aver abbandonato l'Isola Che Non C'è ha fatto male a tutti...ne sono certa...e tu ci hai fatto ripensare a quanto era bello volare, leggeri, senza pensieri e senza ricordi...
Ma forse è bello anche ora...in cui la gonnellina di foglie e bacche è un po troppo corta, siamo cresciuti e non sappiamo più volare...ma, se solo lo vogliamo, possiamo trovare il coraggio di scegliere di essere felici.
ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO

giovedì 4 aprile 2013

Il sesso è vietato

di Tim Parks

All' Istituto Dasgupta è proibito leggere, scrivere, fumare, entrare nel reparto dedicato all'altro sesso, è proibito il contatto fisico, esternare i sentimenti, ed è assolutamente vietato il sesso.
E cosa ci fa Beth in un posto come questo?
Giovane cantante di successo, bellissima e carismatica, con un fisico mozzafiato. Una famiglia altolocata che odia, un fidanzato perfetto che non ama, un amante più vecchio di lei, e un' amica con cui condivide palco e letto...
La sua vita trasgressiva la porta al limite, al confine tra vita e morte, tra follia e realtà.
Solo le lunghe meditazioni buddiste, il silenzio, e la lontananza dalla sua vita, la metteranno in contatto con il vero senso delle cose, obbligandola a combattere lotte interiori, rievocando ricordi tragici di un passato ancora troppo vicino e il pensiero dei suoi amori morbosi e ossessivi, che continuano a perseguitarla.
Sarà G.H., il misterioso diarista, a cui Beth ruba i diari, che con le sue parole l'aiuterà a riconoscere di non essere la sola, l'unica, alle prese con una vita assurda, incomprensibile e dolorosa.
Spetterà solo a Beth la scelta: rimanere al Dasgupta, in una condizione di non vita, apparentemente al sicuro, o rimettersi in gioco, con una nuova vita, tutta da scoprire e ricca di possibilità.

TITOLO: Il sesso è vietato
AUTORE: Tim Parks
EDITORE: BOMPIANI
PAGG. 314
Tim Parks ha avuto un'idea sicuramente molto interessante.
Ho scelto questo libro proprio perché la trama ha stuzzicato immediatamente la mia curiosità.
Generalmente non resto affascinata da tematiche quali la meditazione, le regole di vita, il Buddhismo...ma Beth mi è piaciuta subito.
In effetti Tim Parks dipinge la protagonista in modo molto ironico, pur addossandole esperienze di vita molto dolorose.
E' giovane, bellissima, una cantante di successo, che sa già cosa significa soffrire, e raggiungere il limite...il limite estremo.
Beth sceglie il silenzio, la lontananza. E' sperduta, forse disperata.
Potremo essere noi, non è vero? Quante volte abbiamo pensato: "Ora basta, mollo tutto. Me ne vado, lontano, dove nessuno possa trovarmi, cercarmi, telefonarmi, scrivermi un'e-mail...ne ho abbastanza!"
A me succede!
Beth incarna la realtà di chi ha capito i propri errori, i casini che si possono combinare, e che spesso sfuggono di mano, le scelte sbagliate a ripetizione...e anche quella di chi riconosce che è venuto il momento di cambiare rotta.
Con paura, a volte sfiducia, ma alla fine prosegue con tenacia.
E per saltare fuori da questa situazione Beth sceglie la meditazione buddista...ecco in cosa io non assomiglio affatto a lei!
Non potrei mai restare in silenzio, immobile, per ore e ore, concentrandomi sul mio respiro, oppure su una parte del mio corpo...un occhio, un orecchio, la punta dei piedi...ascoltando i rumori della terra o del cielo...sentendo un monaco registrato parlare di Sankhaa, o di Dukkha, e di Samadhi...
Caro sig. Parks, poteva anche spiegarceli un po' meglio questi termini...sono ancora per me un mistero anche dopo 300 pagine...!
Poco importa, probabilmente la mia anima non era abbastanza predisposta all'esperienza!
Ammetto di essermi un po' annoiata nella parte centrale del romanzo...Beth medita...medita...medita...poi di nuovo impazzisce, esce dagli schemi, infrange le regole del Dasgupta, fuma mille sigarette, bacia un suo compagno, legge, scrive... i ricordi riemergono, poi si pente...e torna nella sala Metta, e medita...medita...medita...
Per mia fortuna appare G.H., il diarista!
In uno dei suoi momenti di trasgressione Beth fa la cosa più entusiasmante di tutto il romanzo: ruba il diario di un meditatore...e da li in poi, attraverso quelle pagine, conosciamo la vita "tragicomica" di un altro ospite del Dasgupta.
Il romanzo prende ritmo, le pagine di quel diario sono divertenti, e la lettura si fa più spedita.
Che dire...? Non so...ma non posso dire che mi sia piaciuto
Il finale è ricco, e forse anche inaspettato: nelle ultime pagine mi sono ripresa un attimo, e ho seguito il finale della vicenda con più interesse.
Certo che un messaggio Tim Parks ce lo lascia: le possibilità nella vita sono svariate, molteplici. I nostri errori, pur grandi che siano, non possono fermarci, mai! Allora, avanti! C'è sempre l'occasione di cambiare strada, di abbandonare il passato, e rileggerlo dopo un po di tempo con occhi rinnovati, senza paura, e con il sorriso sulle labbra...e forse è vero...serve anche un pò di silenzio!

NON CONSIGLIATO...ma leggetelo...poi mi dite cosa ne pensate!  ;-)

venerdì 22 febbraio 2013

I baci non sono mai troppi

di Raquel Martos
 
 
Madrid ai giorni nostri.
Eva, ex attrice, un matrimonio ormai alla fine e una figlia stupenda, Lola.
Lucia, orfana di madre, una relazione da poco conclusa, carattere da guerriera e una carriera più che fiorente.
Un passato in comune, diciotto anni trascorsi insieme, amiche inseparabili fino ai tempi dell'universita, poi la rottura.
Un giorno, all'areoporto di Madrid, un' incontro, o meglio, uno scontro, e Lucia ed Eva riniziano da dove erano rimaste.
L'amicizia é ancora la stessa: i ricordi riemergono inevitabilmente; le risate, le lacrime, le confidenze, i giochi, le gare all' hula hoop, le feste, i primi amori, gli studi.
Due amiche, ora donne, si ritrovano nel momento più importante della loro vita, che le porterà nuovamente a condividere ogni cosa: progetti, speranze, ma anche delusioni e tanto dolore.
Nulla è mai cambiato: unite come sorelle e ora insieme alla piccola Lola, la loro nuova ragione di vita, con i suoi sorrisi, la leggerezza dei suoi anni, le sue mille domande e i baci, quei baci che ha per tutti, perche i baci non sono mai troppi: non si esauriscono, e non ne abbiamo una riserva limitata. Si può sempre darne altri.


 
TITOLO: I baci non sono mai troppi
AUTORE: Raquel Martos
PAGG. 332
EDITORE: FELTRINELLI

 

Un romanzo a dir poco commovente e di rara dolcezza.
Vi confesso che mi ha strappato una lacrima...bhe, forse piu di una.
Raquel Martos descrive con minuzia la storia di due vite, unite indissolubilmente da un amicizia pura, vera, solida. Due sorelle, senza esserlo, cosi si definiscono.
Ho trovato bellissimo il percorso che l' autrice fa fare al lettore attraverso un diario immaginario...giornate, una dopo l altra...i mesi e gli anni passano, ed Eva e Lucia crescono, cambiano, sperimentano la vita; ma niente, mai, riuscirà a dividerle davvero, nonostante il tempo passato. Fino a quando un uomo, con le sue bugie , mettera un punto a quel rapporto.
È bello pensare che Eva e Lucia siano nate per stare insieme; gli eventi della vita le portano a rincontrarsi proprio nel momento in cui ne avevano entrame piu bisogno.
E ora tra loro c'è Lola, che con la sua tenera eta darà al loro riavvicinamento qualcosa in più, quel qualcosa che solo i bambini sono capaci di dare.
Questo romanzo regala immagini sconvolgenti, di una tale profondità di sentimenti, grazie ad un autrice, che sono certa, li abbia trovati dentro se stessa.
Di questo non ho dubbi, perche ciò che succede tra Eva e Lucia, arriva direttamente al cuore di chi legge, alle volte con dolcezza, altre volte come una spada, lascia profonde ferite, e dolore e amarezza per quanto si legge, per eventi talmente veri e vivi che forse hanno sfiorato o sfioreranno anche noi, prima o poi.
Sapete, ho invidiato queste due amiche...ma può esistere davvero un' amicizia cosi profonda? È davvero possibile mettere tutto ciò che abbiamo, e che ci rimane, nelle mani di un' altra persona, con l' assoluta certezza che sia la persona giusta?
Un inno all' amore per gli altri, quell' amore che sa donare totalmente; un inno all' amicizia, quella vera, quella trasparente ed onesta, quella che sa ammonire, ed elogiare, difendere e proteggere. Quella che, come un vero amore, ci porta a dimenticarci chi siamo, per il solo e unico bene di chi ci sta a fianco.

Solo buonismo e belle parole? Che importa...la speranza, le belle parole, le amicizie, e i baci...non sono mai troppi...non trovate?

 Leggetelo, vi perdereste qualcosa di davvero unico.

 ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO



domenica 20 gennaio 2013

Il Seggio Vacante

di J. K. Rowling

Apparentemente una perfetta cittadina inglese. Pagford.
Con l'ordinata e lastricata piazza centrale, la chiesa e annessi locali parrocchiali, i negozi ben tenuti e colmi di prelibatezze, i caffè, e la maestosa abbazia in rovina che domina la città.
Un luogo, agli occhi di un passante distratto, in cui regna la calma, in cui la vita dei cittadini procede, come per le stagioni, con ordine e puntualità.
Ma solo una cosa importa davvero agli abitanti di Pagford: accaparrarsi il seggio del consiglio lasciato vuoto alla la morte di uno dei più noti e apprezzati cittadini della città, Barry Fairbrother.
Accaparrarselo ad ogni costo: calpestando ogni valore morale, il buon senso, le amicizie, e svelando i segreti più inconfessabili e torbidi che la gente di Pagford faticosamente nasconde.
Le famiglie di Howard e Miles Mollison, con le loro smanie di potere, Simone e Ruth Price, sempre in cerca di riscatto, Parminder e Vikram Javanda, medici indiani con spiccato accento di Birmingham, Tessa e Colin Wall, psicologa lei e vicepreside lui,  a  Winterdown, unica scuola pubblica del distretto di Yarvil,  Kay Badwen appena trasferita da Londra, Terri e Krystal Weedon, madre e figlia tragicamente problematiche...tante famiglie, alle prese con alleanze e tradimenti, gelosie e recriminazioni. 
E insieme a loro i figli, tutti poco più adolescenti, co protagonisti dell'intera vicenda.
Una città silenziosamente in guerra: adulti e giovani, ricchi e poveri, tutti coinvolti nel turbine di invidie e contese che ruotano attorno ad un Seggio Vacante.
 
 
TITOLO: Il Seggio Vacante
AUTORE: J.K. Rowling
EDITORE: Salani Editore
PAGG. 553


Data la notorietà dell'autrice sono certa che tutti abbiano letto tantissimi commenti sul nuovo romanzo di J. K. Rowling.
Non volevo leggerlo, questa è la verità! Non so perché...dopo la saga più famosa di sempre mi ero forse stancata di lei...ideatrice un bellissimo personaggio per bambini, finita poi ad esaltare gli adulti con un fantasy assolutamente ben scritto, e a spaventare i più piccoli con incantesimi e personaggi oscuri.
Poi un nuovo romanzo...questo...e la mia curiosità alla fine ha vinto!
Mi sono bastate poco più di quaranta pagine per dire tra me e me...la Rowling non sbaglia!
Numerosi personaggi sfilano davanti agli occhi del lettore: accuratamente descritti, dalla personalità puntualmente delineata...poco per volta entrano in scena e la vicenda si fa via via più strutturata, densa, accattivante...
Un seggio vacante, un posto libero a disposizione di un cittadino...l'occasione che molti a Pagford stanno aspettando, chi per realizzare opere benefiche a favore della comunità, chi per avere l'occasione di autocelebrarsi e riportare la cittadina a quella che era un tempo, chiusa in se stessa, lontana dalle cattive influenze dei Fields, quartiere di periferia, nato dall'espansione naturale della città ma progressivamente ridotto a zona degradata, malfamata, e purtroppo palcoscenico di terribili tragedie.
Intorno a questa corsa al seggio ecco svolgersi l'intera storia.
Ci si affeziona parecchio ai personaggi nati dalla penna della Rowling, e soprattutto ai figli, ai giovani di Pagford  che, coi loro dubbi, le paure, gli amori...popolano la città, e pagano le conseguenze delle lotte tra le famiglie, dell'avidità dei loro genitori, delle loro guerre interiori, dei loro segreti morbosi, e della paura che vengano rivelati.
Saranno proprio loro, i figli, a fare emergere le verità di Pagford, ad obbligare i genitori a non mentire, e a rimettere in ordine la realtà. Ma nel fare questo soffriranno molto, con innumerevoli delusioni, e fuggevoli attimi di felicità e rivincita.
E' una storia che merita d'essere letta! Scritta, tradotta, con maestria. 
Un lungo romanzo che non stanca mai, il ritmo è incalzante, la Rowling descrive ma non annoia, le vicende si susseguono con quella cadenza che invoglia alla lettura, e il lettore si ritrova a voler sapere, a continuare a leggere, perché capisce di aver preso le parti di questo, o quell'altro personaggio, che spera nella sua vittoria, o nel suo riscatto...e le cinquecento pagine scorrono tra le dite con una velocità estrema, e il finale a dir poco commovente ci fa sperare che non sia finita qua....

Bentornata Mrs Rowling!

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO!






martedì 8 gennaio 2013

Un indimenticabile autunno d'amore

di Milly Johnson
Juliet Miller è alla disperata ricerca di una coinquilina; dopo il divorzio da Roger, che l'ha tradita con la sua migliore amica, si ritrova a dover ricominciare daccapo.
Svariati colloqui si susseguono e, finalmente, quando ormai la speranza di trovare la persona giusta sembrava persa, appare Florence Cherrydale, per gli amici Floz. Piccola di statura, lunghi capelli rossi, anche lei reduce da un divorzio, e una professione alquanto bizzarra: scrittrice di frasi per biglietti d'auguri.
Tra le due scatta un'intesa immediata e al numero 3 di Blackbarry Court ha inizio un'amicizia che si rivelerà di vitale importanza per entrambe e per Coco, al secolo Raymond, già migliore amico di Juliet, a sua volta deluso dagli uomini, proprietario della Reggia dei Profumi.
Certamente Floz non pensava che entrando a Blackberry Court si sarebbe trovata a far parte dell'intera famiglia Miller! Perry e Grainne Miller diventano i genitori che non ha mai avuto, e Juliet quasi una sorella. C'è solo una persona che Floz non considererà mai come un fratello: Guy Miller, fratello di Juliet, appassionato cuoco dal passato misterioso, quasi quanto quello di Floz.
Al fianco di Guy, Steve Feast, il suo migliore amico col quale condivide ogni segreto, la birra al pub ogni sera e appassionati incontri di Wrestling.
Le relazioni si intrecciano, gli inconfessabili segreti di ognuno scalpitano per venire a galla, gli appuntamenti di una notte non bastano per soddisfare i desideri dei protagonisti, che tra passati dolorosi, delusioni e ferite ancora aperte, riusciranno ad aprire la porta al vero amore.





 
TITOLO: Un indimentiabile autunno d'amore
AUTORE: Milly Johnson
EDITORE: Newton Compton Editori
PAGG. 441

Milly Johnson, in poco più di 400 pagine ci fa emozionare, sperare, sorridere e correre, si, correre in fretta all'ultima pagina, per sapere se ce la farà Guy a...e Floz riuscirà a...Non vi svelo niente, tranquilli!
E' un romanzo denso di avvenimenti, di sentimenti, di scoperte, di segreti dolorosi, di novità ma soprattutto di voglia di vivere! Perchè è questo che chiedono silenziosamente Juliet, Floz, Coco, Steave e Guy...la possibilità di essere felici!
Il tempo del romanzo è davvero molto breve: dura una stagione, un autunno...la maggior parte della gente pensava d'istinto che l'autunno fosse una non-stagione, ovvero una semplice stagione tappabuchi tra l'amata estate e lo scintillante inverno (...), Floz non riusciva a convincersi che Dio avesse scelto di dipingere quella stagione usando una tavolozza così bella di colori se non avesse avuto l'intenzione di di trasmettere un messaggio di speranza...
E quante cose succedono in quell'autunno!
Devo ammettere che tutti i romanzi ambientati in Inghilterra mi affascinano sempre un po, soprattutto quelli che mi svelano cosa c'è fuori Londra; i cottage, i vecchi pub inglesi, i ristoranti isolati, i piccoli mercati e centri commerciali lontani da ogni influenza della moda del momento.
Immagino il Regno dei Profumi di Coco, vedo Hallow's Cottage, il sogno di Guy, col camino acceso, un albero di Natale alto 4 metri e una cucina immensa, posso vedere il quartiere in cui è nato Steave, e dal quale è fuggito per avere più fortuna e l'accogliente casa di Perry e Greinne, la tavola perennemente imbandita, con l'immancabile Yorkshire Pudding, e in intimità e risate.
Alla fine cosa cercano i protagonisti? Chi il successo nel lavoro, chi invece la possibilità di sfondare nello sport, altri cercano una casa...ma c'è una cosa che tutti cercano con uguale intensità: un uomo o una donna da trovare a casa la sera, a cui telefonare, a cui rivolgere le proprie speranze e raccontare  i propri sogni. E non basteranno gli appuntamenti al buio trovati su singlebods.com, e non saranno nemmeno le bionde barbie dalle lunghe gambe e dalle gonne corte, o gli aitanti uomini d'affari, ricchi, abbronzati, col doppio cognome, a soddisfare questo bisogno.
Insomma, un romanzo dalle buone intenzioni: nessuno è solo col proprio doloroso passato, c'è sempre un altro personaggio della storia che se ne fa carico. A volte in modo discreto, altre volte meno...!
Irreale? E' una favola...starete pensando...!
Vi chiedo...ma talvolta, non avete voglia di leggere qualcosa di bello, qualcosa che fa sorridere, che fa anche, perchè no, sperare che i sogni possano realizzarsi, come per Juliet e Floz?
Vedete, Milly Johnson non scrive di fanstascienza, descrive la realtà...quella dei divorzi, della perdita di un figlio, dell'ansia dell'essere genitori, parla di speranze che svaniscono, di crisi tra amanti, di litigi tra amici...ma non si ferma a questo, non chiude il capitolo.
Juliet, Floz, Steave, Guy e Coco hanno tutti un' altra possibilità.
Perchè voi non vorreste averla?
Io si!

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO




martedì 1 gennaio 2013

Un tavolo per due

di Heather & Rose Macdowell


Erin Edwards non avrebbe mai pensato di dover entrare in quella ridicola divisa da cameriera...! Lei, giovane ma esperta nel settore Marketing e impiegata in una delle migliori aziende di New York, si ritrova, un po' per scherzo e un po' per necessità, all'Omelette, tempio di Carl Corbett, lo chef più in voga di tutta Manhattan...un inferno!!
Carl, oltre ad essere uno dei più famosi ed osannati cuochi della città, è isterico, borioso e assolutamente pieno di sè. Passa le sue giornate tra i fornelli dell'Omelette a dettar legge su aiuto cuochi e camerieri perennemente sull'orlo di una crisi di nervi! Per Erin non sarà diverso, e che gavetta dovrà affrontare...tra umiliazioni e doppi turni! 
Con il fedele amico Cato, esperto cameriere e attore fallito,  sempre a caccia di un copione e di un provino per approdare a Broadway, la dolce Jane, cameriera per necessità in attesa del diploma da infermiera, Alan, il barman sciupafemmine, Geoffrey, il miglior sommelier della città, e Phil...al cui fisico possente non riesce a dire di no...con loro, Erin, dovrà farsi valere e cercare di restare in piedi...nel vero senso della parola!
All'Omelette i ritmi sono frenetici, Gina e Steve, i proprietari, tanto isterici  quanto alticci, i colleghi esauriti, e i clienti ovviamente i più esigenti della città!
Tra critici gastronomici da ammorbidire, una cucina molecolare fatta di spume di ogni gusto e colore, vini di prim'ordine, raffinati e sconosciuti, tavoli di capricciosi VIP, Erin scoprirà qualcosa di sé che non conosceva. 
L'Omelette sarà per Erin solamente il passaggio dal vecchio lavoro, a un nuovo posto in un altro ufficio marketing?
Tra nuove amicizie, avventure amorose, fatica ed umiliazioni, si aprono per  lei nuovi e, perché no, romantici scenari di vita!

 
TITOLO: Un tavolo per due
AUTORE: Heather & Rose Macdowell
EDITORE: Fabbri Editori
PAGG 332

Questa volta voglio iniziare con quello che è di solito il mio finale di recensione...ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO!
Con le parole più semplici che conosco, vi dico...dovete leggerlo!
E' un romanzo fresco, ironico, assolutamente ben scritto, e tradotto. Si legge con estrema facilità, velocemente, perché le vicende dell'Omelette di Manhattan sono divertenti e coinvolgenti, così come le storie di tutti i personaggi che lo popolano.
Mi sono ritrovata a comprare questo romanzo per il semplice fatto che ogni volta che entravo in libreria me lo trovavo tra le mani: uscito con Fabbri Editori nel mese di Ottobre 2012, l'ho sempre riposto nello scaffale, senza mai capire il perché.
Ma pochi giorni prima di Natale dedicando un po di tempo alla ricerca della mia nuova lettura...eccolo li, di nuovo. Bhe...ho pensato...ora tocca a te!
Good choice...!
Heather & Rose Macdowell fanno della loro esperienza lavorativa, un ottimo romanzo. 
E' proprio vero che ogni storia, seppur di fantasia, prende spunto dalla vita reale. E chissà quante ne hanno viste e vissute le sorelle Macdowell durante la loro esperienza tra i vari ristoranti.
Ogni cliente diventa un personaggio da narrare, ogni collega è racchiuso anche solo in una lieve sfumatura del carattere dei personaggi che lavorano all'Omelette.
Avranno riso a crepapelle Heather e Rose scrivendo questa storia e ricordando tutte le persone che hanno incontrato, e decidendo in che modo inserirle nella storia.
Le autrici permettono al lettore di vedere, da un posto in prima fila, ciò che succede dietro le quinte di un ristorante. Siamo abituati a stare seduti comodamente ai nostri tavoli, ad essere clienti, ad ordinare, osservare, commentare, elogiare, criticare, chiedere in continuazione, preferire o rifiutare, provare qualcosa di nuovo o ordinare sempre le stesse cose, a volte anche a sentirci superiori di chi serve al nostro tavolo...ma c'è ben altro.
Non ci siamo mai chiesti invece da quale punto di vista, chi sta dall'altra parte, guarda noi, ospiti, amici, clienti, critici gastronomici, vip, famiglie, coppie, bambini...?
"...anche se non lo avrei mai ammesso, mi sentivo superiore ai camerieri, almeno un pochino, e non mi sarei mai sognata di poter diventare, un giorno, una di loro. Ero troppo intelligente per lavorare in un ristorante..."...questo pensava Erin Edwards il primo giorno all'Omelette mentre piegava montagne di tovaglioli! Ma in un batter d'occhio la prospettiva cambia: servire all'Omelette "è come creare una nuova campagna di marketing dieci volte ogni sera...è tutta una questione di relazioni..." 
Un punto di vista assolutamente affascinante! Lo pensa davvero Erin, durante i faticosissimi doppi turni ai tavoli? Chissà! Ma non è questo che importa.
Leggendo "Un tavolo per due" viviamo la Manhattan dei locali più glamour, pregustiamo le prelibatezze e le innovazioni dei migliori chef sulla piazza, osserviamo la loro guerra per accaparrarsi il posto del migliore in città...capiamo che la cucina, forse, può diventare una questione di vita o di morte, e in sala, come in cucina, ognuno deve dare tutto, fino alla fine! 
E protagonista in questo mondo è la dolce Erin, impaurita, spericolata, innamorata, giovane ma determinata a riuscire! Senza dimenticare Daniel, che conferisce alla storia quel ché di favola metropolitana!
Un libro per tutti, uomini e donne, un libro che fa sorridere e da cui non ci si stacca facilmente!
Ce la farà Erin a sopravvivere in quel mondo?  E' quello che ci chiediamo durante tutta la lettura!
E il finale vi piacerà!

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO!




venerdì 7 dicembre 2012

L' acustica perfetta

di Daria Bignardi


Marina di Pietrasanta e una vacanza al mare.
Quindici anni e tutta la vita davanti, da scoprire, da sperimentare.
Arno si sentiva onnipotente. Quell' estate aveva incontrato Sara: si erano amati subito, tra una corsa in pineta e un bagno al mare. Lui si esercitava al violoncello, lei lo ascoltava, lo aspettava. Lui aveva scoperto la sua ragione di vita: suonare con Sara vicina.
" Mi piacciono gli amori infelici"...così aveva concluso Sara, e così si era conclusa la loro storia quell' estate.
Gli anni passano, un incontro...casuale? Dopo tre mesi il matrimonio.
Lui musicista alla Scala, lei mamma a tempo pieno di tre figli voluti e amati. Ma una mattina come tante, Arno si sveglia, è solo in quel letto...lei non c'e'... Sara è partita...non è uno scherzo, è la realtà, la nuova realtà di un uomo a cui la vita chiede improvvisamente di aprire gli occhi e di iniziare un viaggio alla ricerca della verità.

 
TITOLO: L'acustica perfetta
AUTORE: Daria Bignardi
EDITORE: MONDADORI
PAGG. 200


"In questi mesi mi sono reso conto di non averla mai ascoltata nè osservata bene, proprio come diceva lei. Quasi quasi, l'ascolto e vedo meglio ora che non c'è". Cit pag.100
Il significato di tutta la vicenda è racchiuso in questa presa di coscenza di Arno. Che libro! Non saprei dire se mi ha fatto più bene o più male...perchè sa fare anche tanto male...!!

L'autrice ci propone vicende che non vorremmo mai vivere, che rifiutiamo: come può una madre, un giorno, senza motivi apparenti, lasciare tutto...lasciare i suoi figli?! Come si può accettare...giustificare...capire...?
Fa male...
Davvero una donna può essere capace di questo?
Quel che stupisce è che l'autrice sceglie di non far soffrire i figli di Arno e Sara, a loro non attribuisce la pesantezza della malinconia, della solitudine, non fa sentire l'abbandono. Anzi...
Pensate a Maria, la figlia maggiore di Arno e Sara: un personaggio assolutamente positivo, inserito nella sua generazione sotto ogni aspetto, ma con un cuore già maturo, capace di vedere oltre la frustrazione del padre.

Il centro del discorso è solo tra i due, un uomo e una donna, prima bambini, poi adulti, amanti, sposi...
Perchè Sara esce di scena...? Cosa si cela in quelle brevi e-mail che hanno il sapore della depressione, della confusione...
Si cela un grande coraggio.
Il coraggio della consapevolezza che la vita è una sola, e che se non troviamo il coraggio di guardarla negli occhi sarà una vita vissuta a metà.
Il coraggio di dire "Basta! Voglio essere felice anche io! "
Sembra facile, ma non lo è.

Arno ha mai guardato realmente Sara? E' riuscito a vedere non solo una bellissima donna, intrigante, disinibita, creativa...ma quello che era davvero, ciò che nascondevano i suoi occhi, i suoi silenzi, i suoi cambi di umore...i suoi gusti per le cose, le sue emozioni...?
No...non ha saputo vedere negli occhi della sua donna le sofferenze di un passato pesante, non ha mai riconosciuto le bugie dette, sussurrate, ma che urlavano una verità ben diversa.

Bellissimo. Un termine banale per descrivere un romanzo.
Passatemelo...perchè è DAVVERO bellissimo.

Non puoi sfuggire a ciò che leggi: non puoi far finta di niente, non puoi distrarti, Arno e Sara non te lo permettono. Si, è la loro storia, la loro vita...ma forse è anche un po la vita di tutti. Ne sono certa.
C' è qualcosa di ognuno di noi nel viaggio di Arno; in almeno una pagina, una riga, una parola,  di questo terzo e impareggiabile romanzo della bravissima Daria Bignardi, c'è anche la nostra vita, o una piccola parte di essa.

Sapete, spesso ho pensato che Sara abbia chiesto molto, forse troppo al suo uomo.
Sbaglio? Si...sbaglio.
Perchè forse è così che deve essere...perchè è ciò che meritiamo.
Di essere amate e desiderate non per quello che sappiamo dare, ma per quello che siamo dentro di noi, per il passato che ci appartiene, per quello che pensiamo, che crediamo.
Meritiamo qualcuno che ci permetta di essere tutto questo, e che ci lasci andare nel momento opportuno.

Volete farvi del male...? Leggete "L'acustica perfetta" di Daria Bignardi.
Credetemi...vi farà tanto bene!

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO

venerdì 30 novembre 2012

L'angolo dei lettori ribelli

di Rebecca Makkai

Non c'è età per iniziare un viaggio.
Lucy Hull, 26 anni, e Ian Drake, 10 anni, frequentano la stessa biblioteca: lui, appassionato di libri, bambino di intelligenza e  perspicacia superiori alla media, lei, giovane bibliotecaria  per vocazione e necessità.
Due persone diverse, di generazioni diverse, con sogni e prospettive diverse...ma una grande passione in comune: la lettura.
I due si incontrano ogni giorno, e Lucy diventa complice e amica di Ian, colei che gli apre il mondo della letturatura, quella fantastica, che nasconde significati di libertà, quella negata e nascosta dalla ricca famiglia di Ian, conservatrice e bigotta, più impegnata ad eseguire censure, che a riconoscere che il figlio sta crescendo e cambiando.
Sarà proprio in Lucy che Ian troverà la sua via di fuga, il suo momento di libertà da una vita che inizia a stargli stretta, senza nemmeno capire il perchè, "obbligandola" ad un viaggio senza meta.
Missouri, Missisipi, Illinois, Ohio, Vermont, proseguendo fino al confine col Canada.
Su una vecchia e arrugginita auto azzurra, tra motel, fast food, biblioteche e bizzarri incontri, Lucy e Ian macineranno miglia e miglia,  alla ricerca di un attimo di libertà.


 
TITOLO: L'angolo dei lettori ribelli
AUTORE: Rebecca Makkai
EDITORE: Piemme
PAGG 363

Rebecca Makkai ha scritto una favola per adulti.
Ho scelto il suo romanzo perchè il titolo mi è piaciuto subito...mi aspetto sempre molto da un bel titolo.
Infatti, "L'angolo dei lettori ribelli" apre scenari inaspettati e diversi tra loro.
La biblioteca di Hannibal, Missouri, è l'angolo in cui Ian, protagonista insieme a Lucy di questa storia, si rifugia ogni giorno.
Ed è anche l'angolo di Lucy, giovane bibliotecaria, dedicata al settore ragazzi, alla prese con un passato da capire, e un futuro ancora assolutamente incerto.
Penso che le biblioteche abbiano un fascino irresistibile. Il silenzio, il profumo della carta, la libertà di vagare indisturbati tra scaffali colmi di libri, innumerevoli possibilità di avventure, riflessioni, risate, emozioni. Tutto questo a portata di mano.
Nei libri delle biblioteche si attacca in modo permanente la vita di ogni lettore...quei libri hanno viaggiato più di ogni uomo sulla terra: hanno visto case diverse, hanno soggiornato in zaini e borse di ogni genere, sono stati aperti, chiusi, consultati, sfogliati innumerevoli volte. Hanno anche subito traumi, sono stati però accomodati, forse molte volte, sono anche sporchi, si, ma quella è la vita che si portano appresso.
Torniamo a noi...anzi, ai nostri lettori ribelli.
Saliamo con Lucy e Ian su quella mitica auto azzurra giapponese e percorriamo con loro il lungo viaggio dal Missouri al Canada.
E così, seduti dietro di loro, aspettiamo che decidano cosa fare, quale direzione prendere, se proseguire o tornare a casa. Meglio fuggire? Il lettore se lo chiede, continuamente...e anche Lucy.
Figlia di un fuggiasco russo, porta dentro di sè la tendenza a guardasi le spalle, al sospetto, con un'idea di America come luogo in cui non puoi nasconderti ed essere dimenticata...perchè prima o poi qualcuno busserà alla tua porta per chiederti spiegazioni.
Ai più insensibili tutto questo può sembrare solamente la follia di una donna, che in modo più o meno evidente, rapisce un bambino e lo porta in giro per l' America.
Si sbagliano: è la storia di una giovane che non è riuscita a capire se stessa, che è confusa dalla propria vita, e che si sente responsabile della vita di Ian, e si convince di essere per lui l'unica possibilità di conoscere la libertà, quella libertà a lui negata dalla famiglia:  libertà di agire, di sperimentare la vita, e soprattutto di leggere quello che vuole, e quindi di pensare, fantasticare, sognare.
La sua ancora di salvezza.
Non so cosa avrei fatto al posto di Lucy; lei lascia che sia Ian a decidere le sorti di quel viaggio, e lui ha semplicemente voglia di viaggiare e di vedere, anche solo dal finestrino, un mondo che ancora non conosce.
Mentre leggevo pensavo"...chissà i genitori di Ian, a casa....chissà se Lucy verrà licenziata...chissà se la polizia la sta cercando..."
Ma non sono questi gli interrogativi da porsi.
Se ci fermiamo a guardare con attenzione i due fuggiaschi possiamo notare una luce abbagliante...proviene dagli occhi di Ian. E' la luce dell'entusiasmo, della curiosità, dell'allegria, della fantasia...la luce della giovinezza, che solo se le permetti di uscire è capace di inondare quanti sono vicini.
Allora si che nascono le domande importanti: noi, che leggiamo, abbiamo fatto il nostro viaggio? Abbiamo avuto anche noi la nostra Lucy che ci ha accompagnato per un pezzo importante di vita...mettendo a repentaglio o almeno, in discussione, la propria? E' bello pensarci, no?
Allora...partiamo con loro! E non preoccupiamoci di saper quale sarà la nostra meta. La cosa più importante, in questo caso, è l'esperienza grandiosa che il viaggio ci regala.


"Quel che mi serviva, in un tale frangente, era il romanzo perfetto da mettergli in mano, quello che l'avrebbe fatto volare a cinquanta mila miglia di distanza..." cit. pag. 88

CONSIGLIATO

mercoledì 21 novembre 2012

Per sempre tuo

di Daniel Glattauer


Un giorno, per caso…in un supermercato di Vienna, un incontro…o meglio uno scontro.
Judith e Hannes si ritrovano così, in poco tempo, uniti l'uno all’altra.
Lei, single sui quarant’ anni, possiede un negozio di lampadari costosi nel centro di Vienna; lui, superati i cinquanta, architetto affermato, specializzato nella progettazione di farmacie.
Una storia che inizia con impeto; Hannes non ha dubbi, sono fatti per passare insieme il resto della loro  vita.
E Judith? Si lascia vivere, affascinata e sconvolta da questo principe azzurro, l’uomo che tutte le donne cercano e aspettano…almeno in apparenza.
Ma cosa si nasconde dietro alle parole romantiche di Hannes…ai suoi gesti gentili, alle sue premure, ai mazzi di rose gialle e alle sue continue sorprese?
Qualcosa non funziona. Il cuore di Judith lo sentirlo, ma la sua mente non lo capisce.
Troppe domande e nessuna risposta valida… è questo  che porterà la protagonista a fare i conti con la propria interiorità e con le voci che si annidano nella sua testa.
Sarà proprio il doloroso percorso dentro se stessa che le farà aprire gli occhi sulla realtà e  le insegnerà a distinguere l’amore dalla follia.


 
TITOLO: Per sempre tuo
AUTORE: Daniel Glattauer
EDITORE: Feltrinelli
PAGG. 184

....mi chiedo se è vero che a volte abbiamo bisogno di sentirci amati e credere a qualsiasi cosa ci venga detta....chissà, forse.
Daniel Glattauer ci lascia a bocca aperta.
Una lettura scorrevole, un libro assolutamente ben scritto, e sicuramente una buonissima traduzione.
L'ho trovato piacevole e davvero molto accattivante.
Non è solo una storia d'amore con finale a sorpresa, è un viaggio:
un viaggio doloroso, forse anche pericoloso. Un percorso che passa dal cuore alla mente, dal corpo all'anima di una donna bisognosa d'amore, di cure, di premure...ma che si scontra con una realtà ben diversa.
E sarà lei a pagarne le conseguenze e a dover fare i conti con la paura più profonda: quella di perdere il contatto con se stessa e con la vita reale.
Ma quanto male può farci un uomo? E ancora: sappiamo davvero essere così bisognose da non distinguere l'amore dalla follia più profonda? Conosciamo veramente le persone che ci vivono accanto?
Torniamo a Glattauer: scrittore esperto, si capisce bene. E' il primo suo romanzo che leggo e chissà che non mi venga voglia di approfondire, leggendo anche quanto ha scritto in passato.
Trovo la sua scrittura essenziale ma incisiva;  permette al lettore di entrare nella storia attraverso una descrizione quasi maniacale di tutto ciò che è sentimento, tormento, confusione...così da far apparire tutto assolutamente reale e tangibile...quasi condivisibile.
Il finale? Inaspettato...ha il sapore di un thriller psicologico.
Un risvolto inquietante chiarisce i dubbi che nascono durante la lettura e ne fa sorgere altri, lasciando il lettore ad un finale in sospeso.
Un romanzo che fa pensare: non bastano amici, famiglia, lavoro, passioni a salvarci dal buio che la vita a volte crea dentro di noi. Judith le risposte le trova dentro se stessa, la forza di "risorgere" è dentro di sè...e questo si che è un bel messaggio, non trovate?

Buona lettura!

CONSIGLIATO






mercoledì 14 novembre 2012

Con te fino alla fine del mondo

di Nicolas Barreau

Parigi, straordinaria cornice, accoglie la romantica vicenda che ha come protagonista il bel Jean-Luc Champollion...per gli amici Jean-Duc.
Gallerista di professione in Rue de Seine, la Gallerie Du Sud è il suo regno, dove tra critici d'arte, pittori ossessivo-compulsivi, vernissage e belle donne, vive la sua metodica ma raffinata esistenza, di uomo single, piacente, culturalmente e professionalmente apprezzato.
Non avrebbe mai pensato che quella misteriosa busta di colore azzurro pallido e quella grafia così nobile, gli avrebbero movimentato e cambiato la vita.
Di scrivere lettere aveva smesso anni fa, giurando a se stesso che non l'avrebbe più fatto, dopo la sua prima delusione amorosa inferta da Lucille, la sua bellissima compagna di banco.
Ma qualcosa, nelle parole della misteriosa Principessa della lettera, lo spinge a invertire la rotta, e a buttarsi con veemenza in questa corrispondenza intrigante e appassionata.
Sarà colpa della romantica Ville Lumiere? Dell'arte che lo circonda? Chissà...ma quelle parole scritte a qualsiasi ora del giorno e della notte assomigliano sempre di più a qualcosa chiamato amore.



 
TITOLO: Con te fino alla fine del mondo
AUTORE: Nicolas Barreau
EDITORE: Feltrinelli
PAGG. 185
"L'arte di sedurre una donna consiste essenzialmente nel non accettare un no, non abbassare mai la guardia e corteggiarla come fosse una regina. In questo senso, ogni donna è una principessa, ormai l'avevo capito. Ognuna è un piccolo miracolo e ognuna ha le proprie fissazioni, che è meglio assecondare."
Di getto mi verrebbe da giudicarlo un romanzo da donne, ma non è del tutto vero.
Credo che molti uomini, nel segreto del loro cuore, avrebbero voluto essere sedotti in questo modo e vivere un'emozione così appassionata.
Questa Parigi aiuta davvero a sognare; Nicolas Barreau vive la sua città e condivide con il lettore i luoghi a lui cari, o meglio, cari al nostro Jean-Duc: ristoranti, cafè, strade, librerie...luoghi realmente esistenti, fanno da sfondo alle sue passeggiate, le corse per la città con la testa tra le nuvole, e il suo fedele Cezanne sempre al fianco ("I cani ti perdonano sempre e non si offendono mai: è questo che li differenzia dai gatti e da quasi tutte le donne.")
Potrei definirlo un romanzo a colori: il rosa pastello delle parole romantiche, l'azzurro dei cieli tersi di Parigi, e della misteriosa busta, il rosso del fuoco che sia accende nella corrispondenza che si fa intrigante, il blu della rabbia del non capire e non accettare il mistero...un romanzo come un incredibile quadro, mirabilmente esposto alla Gallerie Du Sud.
Tutto inizia da una vera e propria lettera, in una finissima busta azzurro pallido. La grafia è elegante, nobile alla vista...e tutto questo ha un gusto antico, sa di pricipesse e duchi e castelli...
Poi la realtà prende il sopravvento, e dal fascino della carta stampata si passa alla freddezza della posta elettronica: veloce, efficente...dalla trepidante attesa, all'intrigante scambio di veloci messaggi telematici, ma i contenuti non cambiano. Le parole sono antiche, ispirate, appassionate...trappola per un cuore, quello di Jean-Luc, ancora in cerca della sua dama.
Come finirà questa romantica relazione epistolare...? Jean-Luc avrà la pazienza di aspettare la manifestazione della sua Principessa? O la sua impazienza metterà a rischio la storia più romantica che abbia mai vissuto?
Cosa mi ha lasciato questo libro? ...una voglia inaspettata di partire per Parigi, per seguire i passi di Jean-Luc e Cezanne, Marion, Aristide, Bruno, Luisa...e una leggera ombra di invidia...per una storia davvero d'altri tempi!
Ho apprezzato molto che nella traduzione italiana siano state lasciate alcune espressioni in francese: danno un bel movimento alla vicenda, sembra di sentire la voce di Jean-Luc, il seduttore de la Rue De Seine, impegnato a far capitolare ogni donna, ma col cuore imprigionato dalla sua Principessa della lettera azzurra.

Tocca a voi! Un petit noir ben zuccherato e...buona lettura!

CONSIGLIATO!

martedì 30 ottobre 2012

Venere in metrò


di Giuseppe Culicchia


Milano. Quella che conta. Quella delle sfilate. La Milano di Prada, di Gucci e di Dolce & Gabbana.
La Milano delle PR e degli uffici stampa.
La Milano dei Suv, dell’apericena, della cocaina, di Nobu e delle serate al Roialto.
La Milano delle scuole private, e delle mamme in carriera.
La Milano di Gaia, 38 anni, fisico da modella, capelli perfetti, trucco perfetto, un lavoro alla moda, una casa in centro, tre carte di credito, un suv, un iPhone, un profilo su Facebook, uno su Twitter.
Ma Gaia ha anche un marito, immaturo e assente, un amante dalla doppia vita, una figlia con cui da anni non parla, una madre ex modella depressa e ossessiva, e una psichiatra da 300 euro a botta.

La vita di una donna che ha fatto del fashion system la sua religione, dei tweet di Francesca Versace e The Blond Salad le sue regole di vita.
Ma il passato di Gaia torna a galla, irruento e doloroso, scatenato dal licenziamento in tronco e dalla fine della sua relazione con Niccolò, suo amante e sua ragione di vita.
Gaia dovrà aprire gli occhi, quegli occhi che non piangono, perché “piangere è una cosa da uomini”,  smetterla di nascondersi  a se stessa: le sue responsabilità di madre, di figlia e di donna, chiedono di essere vissute. Un finale aperto, dolcemente ironico dove l'orizzonte si allarga...non conta più essere giusti, ma "essere". Punto.



 
TITOLO: Venere in metrò
AUTORE: Giuseppe Culicchia
EDITORE: Mondadori
PAGG 255

Una finestra sulla Milano di oggi, o meglio, sulla Milano di molti.
Se il lettore conosce abbastanza bene la città e tutti i luoghi riconosciuti come must dal fashion system, credo che possa farsi un’idea molto chiara della storia, ma non è necessario perchè Giuseppe Culicchia descrive i suoi personaggi in maniera così dettagliata che quasi sembra di vedere Gaia, di conoscerla,di seguirla per le strade di milano, col suo suv super accessoriato, il tacco dodici e l’iPhone sempre in mano.
Vedo Ilaria e Solaria, le sue amiche del cuore, fuori dal Radetzky con un Vodka Lemon in mano, che parlano ossessivamente ma guardano altrove in cerca di qualche broker da abbordare.
E tra loro sempre Gaia, persa nel suo telefonino a controllare i cambiamenti di stato di Niccolò e a rifiutare le innumerevoli telefonate della madre.
Un romanzo assolutamente attuale, ironico e tragico allo stesso tempo, divertente ma con un retrogusto a dir poco malinconico.
Potrebbe averlo scritto una donna, e questo per l’autore è un grande merito, dal mio punto di vista: i sentimenti di Gaia, la confusione, i suoi sogni, la sua rabbia...le sue ossessioni, le dipendenze e le illusioni..sono tangibili, profonde.
Inutile nascondere che a Gaia non si può non affezionarsi: a tratti è irritante, altre volte talmente indifesa da suscitare tenerezza.

Durante la lettura ho provato spesso un certo disagio …se l’avessi avuta davanti forse le avrei detto “Sveglia Gaia, la vita è un’altra cosa!”…ma ho preferito seguirla, osservarla…nella speranza che anche per lei  arrivasse il momento del riscatto.
Giuseppe Culicchia è capace di strappare sorrisi, di commuovere, di tenerci in sospeso e di farci riflettere. 
Quel mondo fatto di immagine, di moda, di sorrisi e pugnalate, di eventi a cui non si può mancare altrimenti non sei nessuno, di persone che si devono conoscere ed altre che si devono evitare, un modo fatto di flash, di articoli che stroncano e di altri che esaltano per un fragile attimo...è in questo mondo che vive Gaia, talvolta esaltante e invidiabile, altre volte assurdo e doloroso.
Saprà la giovane Gaia vedere al di la della copertina patinata della sua vita...? Saprà ammettere a se stessa che la sua vita, ritoccata con photoshop, non ha nulla di originale ed invidiabile?

Non vi resta che leggere Venere in metrò.

Assolutamente consigliato.