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martedì 4 giugno 2013

Il Segreto della libreria sempre aperta

di Robin Sloan



Il segreto della libreria
sempre aperta
di Robin Sloan
trad. Arduino G.
Ed. Corbaccio
Pag. 306
Narrativa Contemporanea
 
Da web designer a disoccupato. In breve tempo l'Azienda per cui Clay Jannon lavora, la New Bagel di San Francisco, chiude i battenti per mancanza di fondi. E a Clay rimangono soltanto il suo Mac Book e un account su Twitter.
"Cercasi commesso. Turno di notte. Competenze specifiche. Buoni incentivi". Perchè no!
E così inizia l'avventura di Clay alla Libreria sempre aperta del sig. Penumbra.
Un posto insolito, apparentemente angusto, ma con soffitti altissimi.
Per non parlare dei libri! Le novità editoriali e i libri così definiti comuni, sono disposti in un piccole scansie nasconte. Cosa sono quindi tutti gli altri libri, volumi di ogni dimensione, che affollano la libreria, riempiendone ogni angolo, incastrati in posti irraggiungibili se non con scale altissime e una grande capacità di arrampicarsi tipica di una scimmia?
E' il Catalogo dell'Oltretutto. Niente codici ISBN, nessuna traccia sui motori di ricerca, nessuna recensione...niente di niente.
Clay capisce all' istante che quello che ha trovato non è un semplice lavoro di commesso. E' entrato a far parte di qualcosa a lui sconosciuto.
Attratto dai segreti della libreria, gli basterà soltanto aprire uno dei misteriosi volumi per essere catapultato in una realtà al di la dell' immaginazione.
Con il suo gruppo di amici nerd, cervelloni del web, Kat, una googler "Potente", e altri personaggi che incontrerà lungo la strada, Clay porterà alla luce ogni segreto: tra codici apparentemente impossibili da decodificare, sette di Spaginati e Rilegati, High Technology  e "Vecchia Conoscenza", computer all'avanguardia e vecchi font, si narra un'avventura tra la vita e la morte, che inizia nel 1500 e forse non è ancora conlusa...!
Rimane un solo vero significato, tramandato nei secoli, e immortale: la vera amicizia e la chiave di tutto.
 
Robin Sloan
Autore
Ex manager di twitter
Il titolo del romanzo di Sloan mi ha subito affascinato.
Letta la trama sapevo che non potevo inserire questo romanzo tra i miei generi preferiti: un po' fantastico un pò moderno. A tratti ricorda il maghetto più famoso della letteratura inglese, ad altri la nostra profonda dipendenza ai social network e ai motori di ricerca più all'avanguardia. Un cocktail esplosivo...dovevo fidarmi? Affermativo!

domenica 20 gennaio 2013

Il Seggio Vacante

di J. K. Rowling

Apparentemente una perfetta cittadina inglese. Pagford.
Con l'ordinata e lastricata piazza centrale, la chiesa e annessi locali parrocchiali, i negozi ben tenuti e colmi di prelibatezze, i caffè, e la maestosa abbazia in rovina che domina la città.
Un luogo, agli occhi di un passante distratto, in cui regna la calma, in cui la vita dei cittadini procede, come per le stagioni, con ordine e puntualità.
Ma solo una cosa importa davvero agli abitanti di Pagford: accaparrarsi il seggio del consiglio lasciato vuoto alla la morte di uno dei più noti e apprezzati cittadini della città, Barry Fairbrother.
Accaparrarselo ad ogni costo: calpestando ogni valore morale, il buon senso, le amicizie, e svelando i segreti più inconfessabili e torbidi che la gente di Pagford faticosamente nasconde.
Le famiglie di Howard e Miles Mollison, con le loro smanie di potere, Simone e Ruth Price, sempre in cerca di riscatto, Parminder e Vikram Javanda, medici indiani con spiccato accento di Birmingham, Tessa e Colin Wall, psicologa lei e vicepreside lui,  a  Winterdown, unica scuola pubblica del distretto di Yarvil,  Kay Badwen appena trasferita da Londra, Terri e Krystal Weedon, madre e figlia tragicamente problematiche...tante famiglie, alle prese con alleanze e tradimenti, gelosie e recriminazioni. 
E insieme a loro i figli, tutti poco più adolescenti, co protagonisti dell'intera vicenda.
Una città silenziosamente in guerra: adulti e giovani, ricchi e poveri, tutti coinvolti nel turbine di invidie e contese che ruotano attorno ad un Seggio Vacante.
 
 
TITOLO: Il Seggio Vacante
AUTORE: J.K. Rowling
EDITORE: Salani Editore
PAGG. 553


Data la notorietà dell'autrice sono certa che tutti abbiano letto tantissimi commenti sul nuovo romanzo di J. K. Rowling.
Non volevo leggerlo, questa è la verità! Non so perché...dopo la saga più famosa di sempre mi ero forse stancata di lei...ideatrice un bellissimo personaggio per bambini, finita poi ad esaltare gli adulti con un fantasy assolutamente ben scritto, e a spaventare i più piccoli con incantesimi e personaggi oscuri.
Poi un nuovo romanzo...questo...e la mia curiosità alla fine ha vinto!
Mi sono bastate poco più di quaranta pagine per dire tra me e me...la Rowling non sbaglia!
Numerosi personaggi sfilano davanti agli occhi del lettore: accuratamente descritti, dalla personalità puntualmente delineata...poco per volta entrano in scena e la vicenda si fa via via più strutturata, densa, accattivante...
Un seggio vacante, un posto libero a disposizione di un cittadino...l'occasione che molti a Pagford stanno aspettando, chi per realizzare opere benefiche a favore della comunità, chi per avere l'occasione di autocelebrarsi e riportare la cittadina a quella che era un tempo, chiusa in se stessa, lontana dalle cattive influenze dei Fields, quartiere di periferia, nato dall'espansione naturale della città ma progressivamente ridotto a zona degradata, malfamata, e purtroppo palcoscenico di terribili tragedie.
Intorno a questa corsa al seggio ecco svolgersi l'intera storia.
Ci si affeziona parecchio ai personaggi nati dalla penna della Rowling, e soprattutto ai figli, ai giovani di Pagford  che, coi loro dubbi, le paure, gli amori...popolano la città, e pagano le conseguenze delle lotte tra le famiglie, dell'avidità dei loro genitori, delle loro guerre interiori, dei loro segreti morbosi, e della paura che vengano rivelati.
Saranno proprio loro, i figli, a fare emergere le verità di Pagford, ad obbligare i genitori a non mentire, e a rimettere in ordine la realtà. Ma nel fare questo soffriranno molto, con innumerevoli delusioni, e fuggevoli attimi di felicità e rivincita.
E' una storia che merita d'essere letta! Scritta, tradotta, con maestria. 
Un lungo romanzo che non stanca mai, il ritmo è incalzante, la Rowling descrive ma non annoia, le vicende si susseguono con quella cadenza che invoglia alla lettura, e il lettore si ritrova a voler sapere, a continuare a leggere, perché capisce di aver preso le parti di questo, o quell'altro personaggio, che spera nella sua vittoria, o nel suo riscatto...e le cinquecento pagine scorrono tra le dite con una velocità estrema, e il finale a dir poco commovente ci fa sperare che non sia finita qua....

Bentornata Mrs Rowling!

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO!






martedì 8 gennaio 2013

Un indimenticabile autunno d'amore

di Milly Johnson
Juliet Miller è alla disperata ricerca di una coinquilina; dopo il divorzio da Roger, che l'ha tradita con la sua migliore amica, si ritrova a dover ricominciare daccapo.
Svariati colloqui si susseguono e, finalmente, quando ormai la speranza di trovare la persona giusta sembrava persa, appare Florence Cherrydale, per gli amici Floz. Piccola di statura, lunghi capelli rossi, anche lei reduce da un divorzio, e una professione alquanto bizzarra: scrittrice di frasi per biglietti d'auguri.
Tra le due scatta un'intesa immediata e al numero 3 di Blackbarry Court ha inizio un'amicizia che si rivelerà di vitale importanza per entrambe e per Coco, al secolo Raymond, già migliore amico di Juliet, a sua volta deluso dagli uomini, proprietario della Reggia dei Profumi.
Certamente Floz non pensava che entrando a Blackberry Court si sarebbe trovata a far parte dell'intera famiglia Miller! Perry e Grainne Miller diventano i genitori che non ha mai avuto, e Juliet quasi una sorella. C'è solo una persona che Floz non considererà mai come un fratello: Guy Miller, fratello di Juliet, appassionato cuoco dal passato misterioso, quasi quanto quello di Floz.
Al fianco di Guy, Steve Feast, il suo migliore amico col quale condivide ogni segreto, la birra al pub ogni sera e appassionati incontri di Wrestling.
Le relazioni si intrecciano, gli inconfessabili segreti di ognuno scalpitano per venire a galla, gli appuntamenti di una notte non bastano per soddisfare i desideri dei protagonisti, che tra passati dolorosi, delusioni e ferite ancora aperte, riusciranno ad aprire la porta al vero amore.





 
TITOLO: Un indimentiabile autunno d'amore
AUTORE: Milly Johnson
EDITORE: Newton Compton Editori
PAGG. 441

Milly Johnson, in poco più di 400 pagine ci fa emozionare, sperare, sorridere e correre, si, correre in fretta all'ultima pagina, per sapere se ce la farà Guy a...e Floz riuscirà a...Non vi svelo niente, tranquilli!
E' un romanzo denso di avvenimenti, di sentimenti, di scoperte, di segreti dolorosi, di novità ma soprattutto di voglia di vivere! Perchè è questo che chiedono silenziosamente Juliet, Floz, Coco, Steave e Guy...la possibilità di essere felici!
Il tempo del romanzo è davvero molto breve: dura una stagione, un autunno...la maggior parte della gente pensava d'istinto che l'autunno fosse una non-stagione, ovvero una semplice stagione tappabuchi tra l'amata estate e lo scintillante inverno (...), Floz non riusciva a convincersi che Dio avesse scelto di dipingere quella stagione usando una tavolozza così bella di colori se non avesse avuto l'intenzione di di trasmettere un messaggio di speranza...
E quante cose succedono in quell'autunno!
Devo ammettere che tutti i romanzi ambientati in Inghilterra mi affascinano sempre un po, soprattutto quelli che mi svelano cosa c'è fuori Londra; i cottage, i vecchi pub inglesi, i ristoranti isolati, i piccoli mercati e centri commerciali lontani da ogni influenza della moda del momento.
Immagino il Regno dei Profumi di Coco, vedo Hallow's Cottage, il sogno di Guy, col camino acceso, un albero di Natale alto 4 metri e una cucina immensa, posso vedere il quartiere in cui è nato Steave, e dal quale è fuggito per avere più fortuna e l'accogliente casa di Perry e Greinne, la tavola perennemente imbandita, con l'immancabile Yorkshire Pudding, e in intimità e risate.
Alla fine cosa cercano i protagonisti? Chi il successo nel lavoro, chi invece la possibilità di sfondare nello sport, altri cercano una casa...ma c'è una cosa che tutti cercano con uguale intensità: un uomo o una donna da trovare a casa la sera, a cui telefonare, a cui rivolgere le proprie speranze e raccontare  i propri sogni. E non basteranno gli appuntamenti al buio trovati su singlebods.com, e non saranno nemmeno le bionde barbie dalle lunghe gambe e dalle gonne corte, o gli aitanti uomini d'affari, ricchi, abbronzati, col doppio cognome, a soddisfare questo bisogno.
Insomma, un romanzo dalle buone intenzioni: nessuno è solo col proprio doloroso passato, c'è sempre un altro personaggio della storia che se ne fa carico. A volte in modo discreto, altre volte meno...!
Irreale? E' una favola...starete pensando...!
Vi chiedo...ma talvolta, non avete voglia di leggere qualcosa di bello, qualcosa che fa sorridere, che fa anche, perchè no, sperare che i sogni possano realizzarsi, come per Juliet e Floz?
Vedete, Milly Johnson non scrive di fanstascienza, descrive la realtà...quella dei divorzi, della perdita di un figlio, dell'ansia dell'essere genitori, parla di speranze che svaniscono, di crisi tra amanti, di litigi tra amici...ma non si ferma a questo, non chiude il capitolo.
Juliet, Floz, Steave, Guy e Coco hanno tutti un' altra possibilità.
Perchè voi non vorreste averla?
Io si!

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO




venerdì 21 dicembre 2012

La casa rossa

di Mark Haddon

Otto giorni. Da Venerdi a Venerdi.
Otto persone. Una famiglia.
Offa's Dyke, la campagna sconfinata tra l'Inghilterra e il Galles.
Una casa severa, una casa dove Eliot o Jane Austin avrebbero potuto insediare un parroco e le sue integerrime sorelle astemie.
Con la scusa di una vacanza, Angela e Richard, fratelli, si ritrovano sotto lo stesso tetto dopo pochi giorni dal funerale della madre, entrambi con le ripettive famiglie; da anni non si parlano, niente è più in comune, fratelli ma estranei, da condividere solo rancori e problemi irrisolti.
La casa di Offa's Dyke diventa il palcoscenico delle vite di tutti: Dominic, musicista fallito, Daisy la figlia poco più che adolescente alle prese con una fastidiosa crisi di fede, Benjy il piccolo di casa, dolce, indipendente, ma solo, implorante attenzioni. E Alex, diciotto anni, gli ormoni in sobbuglio per la bella e perfida Melissa, figlia adolescente di Richard e della sua seconda moglie Louisa.
Sulla scena le loro vite, i loro rapporti, le fughe, le crisi di coppia, le ansie e le paure dei figli...ma soprattutto i loro segreti...tutti ne hanno almeno uno e a ognuno manca il coraggio di confidarlo.
Una settimana di sguardi, silenzi, litigi e pianti sommessi. Fantasie, desideri torbidi, ma anche rimorsi e rimpianti, pensieri di vita, di morte,  d'amore e la comune brama di essere altrove. Lontani dalla città per salvare quel che rimane di una famiglia ormai divisa, o la fuga da ciò che sono veramente e che fa paura anche a loro stessi?

TITOLO: La casa rossa
AUTORE: Mark Haddon
EDITORE: Einaudi
PAGG. 279

Mark Haddon, scrittore e illustratore, ci presenta un romanzo a dir poco impressionante.
La morsa che ti prende lo stomaco e ti accompagna per tutta la lettura è anche quel sentimento che ti tiene attaccato agli eventi, da cui non puoi più staccare gli occhi e i pensieri.
La capacità di illustratore di Haddon spicca in maniera lampante: le descrizioni dei luoghi, dei personaggi, delle atmosfere...
Non mancano i dettagli, quelli fondamentali, quelli che fanno toccare con mano cio' che si sta leggendo.
E' per questo che spesso ho pensato "Non vorrei mai essere con loro ad Offa's Dyke!"
Perchè l'ho vista, ne ho sentiti gli odori, nei visti i colori, la vastità...
Questa campagna di confine, tra il Galles e l'Inghilterra, me la immagino desolata, perchè così è.
E silenziosa...troppo silenziosa.
Ma questo silenzio fa un gran rumore: sono i pensieri di Angela, poi quelli di Richard...e dei loro compagni e figli...
Un silenzio che fa da eco ai loro pensieri e alle loro paure, che sono tante, e che il lettore percepisce, mai chiaramente, ma sa che ci sono.
La temperatura, in quella casa, aumenta e diminusce a seconda degli eventi, delle emozioni...
Che freddo che proviamo...pagine gelide: il freddo del risentimento, della solitudine di Benjy, il freddo che circonda Melissa, i suoi pensieri, la rabbia e lo sprezzo che la contraddistinguono.
Ma anche quel calore, opprimente, che progressivamente aumenta quando la bocca di Alex incontra quella di Melissa, o quando il suo sguardo si appoggia sul decoltè di Louisa. Il caldo dei segreti torbidi di Dominic.
Ammetto, non mi ha fatto sorridere, mai. Ma ha catturato la mia attenzione, facendo crescere in me quel senso di disagio che provano tutti i personaggi della storia.
Ad Offa's Dyke apparentemente non succede mai nulla...ma forse succede tutto... che rivoluzioni interiori nel cuore e nella mente di tutti!
Alle prese coi loro segreti più intimi, desiderosi di esplodere, di urlare al mondo che di quella vita ne hanno abbastanza, che vogliono di più, che vogliono altro, che la loro famiglia li opprime ed è da quella che vogliono fuggire.
Allora vi chiederete: se non succede nulla...perchè leggere questo romanzo?
Perchè Mark Haddon  ha una scrittura ipnotica, perchè è la storia di una famiglia, come può essere quella di ogni lettore, con tanti ricordi belli ma anche tanto dolore... perchè è storia di crescita, e di scoperta, perchè è la storia di un gruppo di persone che in un modo o nell'altro stanno chiedendo aiuto, o semplicemente chiedono di essere ascoltati.
E' un romanzo che fa pensare, ragionare, riflettere su stessi, e pone delle domande...non poco per un libro, non credete?

Grazie ad Elisabetta, blogger e amica, per questa dritta!

CONSIGLIATO

venerdì 7 dicembre 2012

L' acustica perfetta

di Daria Bignardi


Marina di Pietrasanta e una vacanza al mare.
Quindici anni e tutta la vita davanti, da scoprire, da sperimentare.
Arno si sentiva onnipotente. Quell' estate aveva incontrato Sara: si erano amati subito, tra una corsa in pineta e un bagno al mare. Lui si esercitava al violoncello, lei lo ascoltava, lo aspettava. Lui aveva scoperto la sua ragione di vita: suonare con Sara vicina.
" Mi piacciono gli amori infelici"...così aveva concluso Sara, e così si era conclusa la loro storia quell' estate.
Gli anni passano, un incontro...casuale? Dopo tre mesi il matrimonio.
Lui musicista alla Scala, lei mamma a tempo pieno di tre figli voluti e amati. Ma una mattina come tante, Arno si sveglia, è solo in quel letto...lei non c'e'... Sara è partita...non è uno scherzo, è la realtà, la nuova realtà di un uomo a cui la vita chiede improvvisamente di aprire gli occhi e di iniziare un viaggio alla ricerca della verità.

 
TITOLO: L'acustica perfetta
AUTORE: Daria Bignardi
EDITORE: MONDADORI
PAGG. 200


"In questi mesi mi sono reso conto di non averla mai ascoltata nè osservata bene, proprio come diceva lei. Quasi quasi, l'ascolto e vedo meglio ora che non c'è". Cit pag.100
Il significato di tutta la vicenda è racchiuso in questa presa di coscenza di Arno. Che libro! Non saprei dire se mi ha fatto più bene o più male...perchè sa fare anche tanto male...!!

L'autrice ci propone vicende che non vorremmo mai vivere, che rifiutiamo: come può una madre, un giorno, senza motivi apparenti, lasciare tutto...lasciare i suoi figli?! Come si può accettare...giustificare...capire...?
Fa male...
Davvero una donna può essere capace di questo?
Quel che stupisce è che l'autrice sceglie di non far soffrire i figli di Arno e Sara, a loro non attribuisce la pesantezza della malinconia, della solitudine, non fa sentire l'abbandono. Anzi...
Pensate a Maria, la figlia maggiore di Arno e Sara: un personaggio assolutamente positivo, inserito nella sua generazione sotto ogni aspetto, ma con un cuore già maturo, capace di vedere oltre la frustrazione del padre.

Il centro del discorso è solo tra i due, un uomo e una donna, prima bambini, poi adulti, amanti, sposi...
Perchè Sara esce di scena...? Cosa si cela in quelle brevi e-mail che hanno il sapore della depressione, della confusione...
Si cela un grande coraggio.
Il coraggio della consapevolezza che la vita è una sola, e che se non troviamo il coraggio di guardarla negli occhi sarà una vita vissuta a metà.
Il coraggio di dire "Basta! Voglio essere felice anche io! "
Sembra facile, ma non lo è.

Arno ha mai guardato realmente Sara? E' riuscito a vedere non solo una bellissima donna, intrigante, disinibita, creativa...ma quello che era davvero, ciò che nascondevano i suoi occhi, i suoi silenzi, i suoi cambi di umore...i suoi gusti per le cose, le sue emozioni...?
No...non ha saputo vedere negli occhi della sua donna le sofferenze di un passato pesante, non ha mai riconosciuto le bugie dette, sussurrate, ma che urlavano una verità ben diversa.

Bellissimo. Un termine banale per descrivere un romanzo.
Passatemelo...perchè è DAVVERO bellissimo.

Non puoi sfuggire a ciò che leggi: non puoi far finta di niente, non puoi distrarti, Arno e Sara non te lo permettono. Si, è la loro storia, la loro vita...ma forse è anche un po la vita di tutti. Ne sono certa.
C' è qualcosa di ognuno di noi nel viaggio di Arno; in almeno una pagina, una riga, una parola,  di questo terzo e impareggiabile romanzo della bravissima Daria Bignardi, c'è anche la nostra vita, o una piccola parte di essa.

Sapete, spesso ho pensato che Sara abbia chiesto molto, forse troppo al suo uomo.
Sbaglio? Si...sbaglio.
Perchè forse è così che deve essere...perchè è ciò che meritiamo.
Di essere amate e desiderate non per quello che sappiamo dare, ma per quello che siamo dentro di noi, per il passato che ci appartiene, per quello che pensiamo, che crediamo.
Meritiamo qualcuno che ci permetta di essere tutto questo, e che ci lasci andare nel momento opportuno.

Volete farvi del male...? Leggete "L'acustica perfetta" di Daria Bignardi.
Credetemi...vi farà tanto bene!

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO

mercoledì 14 novembre 2012

Con te fino alla fine del mondo

di Nicolas Barreau

Parigi, straordinaria cornice, accoglie la romantica vicenda che ha come protagonista il bel Jean-Luc Champollion...per gli amici Jean-Duc.
Gallerista di professione in Rue de Seine, la Gallerie Du Sud è il suo regno, dove tra critici d'arte, pittori ossessivo-compulsivi, vernissage e belle donne, vive la sua metodica ma raffinata esistenza, di uomo single, piacente, culturalmente e professionalmente apprezzato.
Non avrebbe mai pensato che quella misteriosa busta di colore azzurro pallido e quella grafia così nobile, gli avrebbero movimentato e cambiato la vita.
Di scrivere lettere aveva smesso anni fa, giurando a se stesso che non l'avrebbe più fatto, dopo la sua prima delusione amorosa inferta da Lucille, la sua bellissima compagna di banco.
Ma qualcosa, nelle parole della misteriosa Principessa della lettera, lo spinge a invertire la rotta, e a buttarsi con veemenza in questa corrispondenza intrigante e appassionata.
Sarà colpa della romantica Ville Lumiere? Dell'arte che lo circonda? Chissà...ma quelle parole scritte a qualsiasi ora del giorno e della notte assomigliano sempre di più a qualcosa chiamato amore.



 
TITOLO: Con te fino alla fine del mondo
AUTORE: Nicolas Barreau
EDITORE: Feltrinelli
PAGG. 185
"L'arte di sedurre una donna consiste essenzialmente nel non accettare un no, non abbassare mai la guardia e corteggiarla come fosse una regina. In questo senso, ogni donna è una principessa, ormai l'avevo capito. Ognuna è un piccolo miracolo e ognuna ha le proprie fissazioni, che è meglio assecondare."
Di getto mi verrebbe da giudicarlo un romanzo da donne, ma non è del tutto vero.
Credo che molti uomini, nel segreto del loro cuore, avrebbero voluto essere sedotti in questo modo e vivere un'emozione così appassionata.
Questa Parigi aiuta davvero a sognare; Nicolas Barreau vive la sua città e condivide con il lettore i luoghi a lui cari, o meglio, cari al nostro Jean-Duc: ristoranti, cafè, strade, librerie...luoghi realmente esistenti, fanno da sfondo alle sue passeggiate, le corse per la città con la testa tra le nuvole, e il suo fedele Cezanne sempre al fianco ("I cani ti perdonano sempre e non si offendono mai: è questo che li differenzia dai gatti e da quasi tutte le donne.")
Potrei definirlo un romanzo a colori: il rosa pastello delle parole romantiche, l'azzurro dei cieli tersi di Parigi, e della misteriosa busta, il rosso del fuoco che sia accende nella corrispondenza che si fa intrigante, il blu della rabbia del non capire e non accettare il mistero...un romanzo come un incredibile quadro, mirabilmente esposto alla Gallerie Du Sud.
Tutto inizia da una vera e propria lettera, in una finissima busta azzurro pallido. La grafia è elegante, nobile alla vista...e tutto questo ha un gusto antico, sa di pricipesse e duchi e castelli...
Poi la realtà prende il sopravvento, e dal fascino della carta stampata si passa alla freddezza della posta elettronica: veloce, efficente...dalla trepidante attesa, all'intrigante scambio di veloci messaggi telematici, ma i contenuti non cambiano. Le parole sono antiche, ispirate, appassionate...trappola per un cuore, quello di Jean-Luc, ancora in cerca della sua dama.
Come finirà questa romantica relazione epistolare...? Jean-Luc avrà la pazienza di aspettare la manifestazione della sua Principessa? O la sua impazienza metterà a rischio la storia più romantica che abbia mai vissuto?
Cosa mi ha lasciato questo libro? ...una voglia inaspettata di partire per Parigi, per seguire i passi di Jean-Luc e Cezanne, Marion, Aristide, Bruno, Luisa...e una leggera ombra di invidia...per una storia davvero d'altri tempi!
Ho apprezzato molto che nella traduzione italiana siano state lasciate alcune espressioni in francese: danno un bel movimento alla vicenda, sembra di sentire la voce di Jean-Luc, il seduttore de la Rue De Seine, impegnato a far capitolare ogni donna, ma col cuore imprigionato dalla sua Principessa della lettera azzurra.

Tocca a voi! Un petit noir ben zuccherato e...buona lettura!

CONSIGLIATO!

mercoledì 24 ottobre 2012

Mirtilli a colazione

di Meg Mitchell Moore

Burlington. Vermont. William e Ginny, trascorrevano la loro vita tra il circolo di lettura e la cura del giardino che, senza ombra di dubbio, doveva essere il piu' curato di tutto il quartiere.
Ma in una calda mattina di Giugno, casa Owen si ripopola inaspettatamente!
La prima ad arrivare fu Lillian, con figli al seguito, scappata da un marito infedele, seguita dal fratello Stephen e la moglie Jane, donna in carriera alle prese con una gravidanza difficile; ultima ad arrivare la piccola, ormai trentenne, Rachel, abituata al ritmo newyorkese ma senza un soldo in tasca, e reduce da una dolorosa storia d' amore.
Cosa stava succedendo ai figli di William e Ginny, che nel caldo e umido Giugno 2008 li portava a tornare a casa?
In pochi giorni la tranquillita' di quella casa, si trasforma in un turbinio di voci, grida, pianti di neonati, vestiti in ogni angolo, lavatrici perrennemente in funzione e tensione, tanta tensione... William e Ginny si trovano impreparati ad accogliere i loro, ormai adulti, amati figli e tutto cio' che si portano dietro.
La storia di una famiglia che dopo anni si ritrova forzatamente riunita a fare i conti con il presente di ognuno:  persone cambiate, cresciute, a tratti irriconoscibili.


 
TITOLO: Mirtilli a colazione
AUTORE: Meg Mitchell Moore
EDITORE: Garzanti
PAGG. 309
Per fortuna che c'è Rachel...!
A mio parere e' l'unica che, con la sua storia e i suoi sentimenti, i tormenti e lo stile di vita, aggiunge un pizzico di brio ed una buona dose di energia a tutta la vicenda.
Una storia potenzialmente  affascinante ma, dal mio modesto punto di vista, per nulla accattivante.
Meg Mitchell Moore ha un'ottima penna, una profonda capacità di descrivere i pensieri e le emozioni di ogni personaggio che, ammetto, si è perfettamente delineato nella mia mente.
Ma credo che non abbia avuto molta pietà dei suoi personaggi: giovani e meno giovani, senza spina dorsale, deboli nei rapporti, anche quelli più stretti, e che in 309 pagine non riescono ad avere quella maturazione necessaria a dare alla storia la svolta decisiva.
Ho trovato assolutamente insopportabile la figura di Lillian, che purtroppo domina l'intera vicenda: la definirei "molle", mancante di carattere ed ironia...un rapporto scostante con la figlia di soli tre anni che a stento riceve coccole e attenzioni.
Completamente concentrata su stessa, sarà obbligata a guardarsi dentro e ad accettare la dura realtà di un matrimonio in difficoltà.
Lillian da al lettore un'immagine di maternità opprimente, talvolta inopportuna, che quasi appare come una condizione imprescindibile ma anche indesiderata.
Molto attuale la difficoltà di Jane ad accettare che la vita dovrà inevitabilmente cambiare con la nascita della figlia: divisa tra amore, famiglia e un lavoro soddisfacente è pronta a ribaltare il ruolo dell'uomo e della donna all'interno dell'economia familiare.

Mirtilli a colazione è il primo romanzo di Meg Mitchell Moore, curato in ogni dettaglio, preciso nelle descrizioni...ma non è riuscito a suscitare in me quelle emozioni che restano.

Non consigliato.

martedì 23 ottobre 2012

La seconda vita di Mrs Kincaid

di Catherine Robertson


New Zeland. Darrell Kincaid è in crisi...blocco dello scrittore, o meglio...della scrittrice.
Un nome da uomo, avuto non si sa per quale bizzarro motivo,  è la firma di romanzi d'amore...quei romanzi che si trovano nelle edicole,  abbinati a qualche rivista, che non mancano di componente erotica e dettagli piccanti...certo non da premio Pulitzer, ma pur sempre letti e ben pagati!
Darrell è a una svolta: la morte del marito la stravolge completamente.
Cosa fare adesso, senza la sua ancora di salvezza, senza la sua fonte di ispirazione e la sua metà nella vita? Niente ha più senso, se non lasciarsi vivere...almeno in quella casa, in quel piccolo paese, in cui tutto gli parla di Tom.
Detto, fatto! Londra. Quartiere di Islington. Tra una casa in affitto e il bar degli italiani, Darrel riprende a vivere, catapultata nella relatà di un gruppo eterogeneo di uomini e donne, dal passato non chiaro e il presente ancor meno comprensibile.
Ma cosa sta cercando realmente, Darrell? La sua vena artistica, che sembra averla abbandonata, o quel lieto fine che credeva non sarebbe più arrivato nella sua vita?
Tra innumerevoli caffè con ex nobili decaduti, colpi di fulmine, matrimoni gitani e segrete indagini sulle vite degli altri, si renderà conto di quanto le cose non sono mai come sembrano e che dietro ad ogni apparenza si cela una realtà assai più interessante.
Sarà proprio quel microcosmo fatto di situazioni assurde e tragicomiche, e sconosciuti che diventano amici, a farle capire che anche per lei può esserci una seconda possibilità.


 
TITOLO: La seconda vita di Mrs Kincaid
AUTORE: Catherine Robertson
EDITORE: CORBACCIO
PAGG. 331
Il romanzo di esordio di Catherine Robertson è uno dei libri più piacevoli che abbia letto negli ultimi mesi! Nel suo romanzo c’è tutto: vita e morte, amore e sesso, amicizia e solitudine, comicità e commozione…il tutto in un cocktail perfettamente shekerato!
Il sol fatto di aver attribuito alla protagonista un nome maschile, trovo sia stato geniale: le conferisce quell'originalità che è propria di alcuni scrittori, o comunque di molti artisti in genere, e di chi lavora di fantasia.
Il personaggio di Darrell è buffo, tenero, a volte isterico…nel corso della storia la sua voglia di sperimentare e di rimettersi in gioco aumenta; tutti i blocchi, emotivi e psicologici, dati dalla prematura scomparsa del marito, verranno progressivamente sciolti dall’ intrusione, per nulla delicata, di strani individui nella sua tranquilla, e un po deprimente, vita: molto sexy il duchino decaduto che le fa perdere la testa…niente male nemmeno il muratore che si occupa della ristrutturazione della casa, burbero, severo…ma con una forte carica erotica, e un fisico da nuotatore! Per non dimenticare il Grosso, Fogliolina, Perfettini...così soprannominati da Darrel, protagonisti, a loro volta, delle assurde vicende che compongono la loro vita.
Un romanzo in movimento: il ritmo cambia, a momenti di buio, di solitudine, confusione, inadeguatezza, si alternano episodi tragicomici, inaspettati, profondamente emozionanti!
Sapete,  in alcuni momenti  Darrell parla direttamente con noi, coi lettori…è fantastica! Questo stupisce e ruba un sorriso. E’ insolito, no?
Catherine Robertson ci regala attimi di comicità, sparsi qua e là nella storia: ho adorato la presenza “telematica” di Michelle, la migliore amica, molto ricca, con un marito perfetto, una vita perfetta, un  secondo figlio in arrivo e un chiodo fisso…la vita sessuale di Darrell!!
A fare da sfondo a tutta la vicenda, ecco stagliarsi la mitica Londra: poche volte Darrell vi si addentra, ufficialmente per trarre ispirazione per il suo prossimo romanzo, ma inconsciamente attratta dalla possibilità di perdersi a guardare gente sconosciuta correre in un parco, o fissare un quadro per ore  senza capirci nulla, per il semplice gusto di confondersi alla folla e pensare alla sua vita. A chi non è successo...?
Che la Robertson col suo romanza abbia voluto lanciare qualche messaggio, proprio non posso saperlo, ma vi posso dire ciò che è restato a me, oltre ad una lettura più che piacevole e la voglia di sapere cosa potrebbe ancora succedere: non è il posto in cui ti trovi, a dare un senso alla tua esistenza, nemmeno la favolosa Londra, con i suoi frastuoni, i colori, gli stimoli di ogni genere, il senso di libertà e di possibilità che comunica. Non sono le case, le stanze, le strade… a soffocare o a reinventare quello che siamo.
Tutto dipende da noi e dal coraggio di fare entrare gli altri nella nostra intimità. Solo loro, raccontandoci di noi stessi, ci porteranno inconsapevolmente a capire a quali molteplici possibilità siamo rivolti.

Ci sono frasi che ho notato e annotato, come: "Il glamour non dovrebbe mai cedere alle convenzioni " una sentenza di Ambrose, prezioso costumista del West End che le fornisce un favoloso abito anni '30 per una festa in giardino, e col quale sono assolutamente daccordo! Oppure... "Perchè nei momenti di crisi ci sentiamo sempre costretti a bere un tè?"...questo è un pensiero di Darrell e io lo adoro! Noi di acupofbooks lo beviamo anche nei momenti migliori!
...e la copertina?! Non hanno proprio sbagliato niente!
ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO

lunedì 15 ottobre 2012

La cugina americana

di Francesca Segal


Ogni sera, prima di andare a dormire, Adam mandava a Rachel una canzone, il suo originale modo di augurarle la buonanotte.
Ma una sera, quel pezzo blues americano che da ore gli ronzava in testa, "I'm trying to make London my home" , non era per lei.

Hampsted Garden, nord di Londra, tra Yom Kippur e Kiddush, si svolge, con metodica regolarità, la vita della comunità ebraica londinese.
L'attenzione di quelle ricche famiglie è tutta rivolta ad Adam e Rachel, promessi sposi: dodici anni di fidanzamento, un rapporto senza sorprese, basato sulla fiducia, e ora la promessa che tutto questo sarebbe stato per sempre.
Sarà il ritorno di Ellie, la cugina americana di Rachel, a rimescolare le carte...
Labbra carnose, scolli vertiginosi, temperamento istintivo...e quella sigaretta sempre accesa, che le conferisce un fascino pericoloso.
La comunità ebraica chiusa e conformista, fatta di rituali rassicuranti, di preghiere di espiazione e luculliani pranzi del giorno di Shabbat, intollerante ai cambiamenti e alle novità, dovrà fare i conti con quella ragazza dal triste passato e dal presente più che discutibile.
Non sarà da meno Adam…obbligato ad ammettere che c’è dell’altro oltre le pesanti porte della sinagoga, costretto dal suo cuore ad accarezzare nuovi sentimenti, folli, assurdi…e a dover scegliere tra la sicurezza di una moglie fedele e l’incertezza di un mondo finora negato, tutto da scoprire.



 
TITOLO: La cugina americana
AUTORE: Francesca Segal
EDITORE: Bollati Boringhieri
PAGG. 336

Un libro ricco di emozioni, scritte, provate, nascoste ed espresse...
Nella mia lettura ho nominato protagonista assoluto Adam...credo che la brava Francesca Segal, abbia saputo interpretare a dovere i sentimenti di questo giovane ebreo alle prese con la propria vita.
Adam mi ha fatto letteralmente impazzire...ho seguito l'evoluzione dei suoi sentimenti, sentendoli sulla mia pelle, accompagnandolo con trepidazione tra le vie di Londra, in cerca della bella Ellie.
Un giovane uomo, affascinante, premuroso, "sistemato" agli occhi del mondo...ma con un cuore pronto ad esplodere, confuso, arrabbiato...
Il dilemma che lo assilla credo che sia comune ad ognuno di noi, o almeno, anche solo per un attimo, nella nostra vita, lo è stato: meglio la sicurezza, o la liberà e l' ignoto? La calma del mare piatto, o il fascino travolgente e inquietante del mare in tempesta?
Adam è tremendamente combattuto, e nonostante ciò, riesce a resistere alle pressioni della comunità, che gli chiede tanto, dal punto di vista personale e professionale.
La mia ammirazione va a Francesca Segal, per come ha descritto con cura e ironia,  vita e abitudini della comunità ebraica a Londra: un gruppo di famiglie impegnate a ricordare e a rivendicare il loro orgoglio di sopravvissute, maniacalmente attente alla forma esteriore e forse solo apparentemente a quella interiore, illuse che il mondo possa cambiare senza di loro, chiuse in una teca di buone intenzioni, rituali rassicuranti e futuri già scritti da tempo.
Servirà la saggezza della vecchia nonna Ziva, di gran lunga la più lungimirante di tutti, anche dei più giovani, a lanciare i messaggi più espliciti, messaggi di modernità e di sentimenti veri.

La cugina americana è il primo romanzo di Francesca Segal: un esordio di successo!

Assolutamente consigliato.